Campanilismi – a cura di Elio Turno Arthemalle

Campanilismi – a cura di Elio Turno Arthemalle

progetto e regia a cura di Elio Turno Arthemalle
con Valentina Fadda, Angelo Trofa, Chiara Porcu, Gabriele Peirani, Alessio Arippa, Valentino Pili

Luci Alessio Sorbo

Achille Campanile è uno di quegli autori a lungo considerati minori, o perlomeno bizzarri, di cui però, a quasi cinquant’anni dalla sua morte, ancora non si riesce a fare a meno. I balzi logici cui sottopone le vicende narrate, il paradosso elevato a sistema, la fulmineità delle situazioni e dei dialoghi, non hanno mai smesso di sedurre attori e pubblico. Il rovesciamento degli elementi portanti della scrittura drammaturgica, ad esempio, come nelle celeberrime “tragedie in due battute” (estenuanti e interminabili didascalie per introdurre una battuta breve e fulminante), trasformano e sue opere in intelligentissimi giocattoli che non si vede l’ora di prendere in mano.

project and direction by Elio Turno Arthemalle
with Valentina Fadda, Angelo Trofa, Chiara Porcu, Gabriele Peirani, Alessio Arippa, Valentino Pili

Lights Alessio Sorbo

Achille Campanile is one of those authors long considered minor, or at least bizarre, but almost fifty years after his death, still can not do without. The logical leaps to which he submits the narrated events, the paradox elevated to a system, the lightning-fast situations and dialogues, have never ceased to seduce actors and audiences. The overturning of the supporting elements of dramaturgic writing, for example, as in the famous “tragedies in two bars” (exhausting and endless captions to introduce a short and fulminating joke)turn and his works into intelligent toys that you can not wait to take in hand.

Il sogno di Gramsci

Il sogno di Gramsci

Il sogno di Gramsci

I temi liceali di un giovane ribelle

di e con Gad Lerner e Silvia Truzzi

scenografia Giorgia Ricci

direzione della fotografia di Mauro Ricci

regia di Simone Rota

produzione Loft Produzioni S.r.l.

Distribuzione Epoché ArtEventi

“Il sogno di Gramsci” prende spunto dal ritrovamento fortunato di tre temi scritti dal giovane Antonio Gramsci. Ciò che salta immediatamente all’occhio negli scritti liceali è come già s’intravedano nitidamente i grandi filoni del pensiero gramsciano, studiati ancora oggi in tutto il mondo e di straordinaria attualità.

Il suo curriculum scolastico era stato accidentato e discontinuo fin dalle elementari nonostante l’ottimo rendimento, a causa dell’arresto del padre, che aveva precipitato la famiglia in una situazione di povertà estrema. Da questa esperienza di privazioni, unita a un’insaziabile e precocissima sete di conoscenza, matura l’idea della cultura come strumento di emancipazione degli ultimi; un’idea di cultura lontana dall’intellettualismo, capace di creare negli individui la coscienza di classe.

Lo spettacolo ripercorre i primi anni della vita del filosofo e politico sardo, alternando testimonianze sulla perigliosa vita del giovane Gramsci, ad analisi del suo pensiero, in grado di farci riflettere e di sorprenderci. 

A dispetto del quieto vivere e della realpolitik, si può e si deve sognare un mondo diverso e giusto: ecco, “Il sogno di Gramsci”.

The dream of Gramsci

The high school themes of a young rebel

by and with Gad Lerner and Silvia Truzzi

set designer Giorgia Ricci

direction of photography by Mauro Ricci

directed by Simone Rota

production Loft Productions S.r.l.

Distribution Epoché ArtEventi

“Gramsci’s dream” is inspired by the lucky discovery of three themes written by the young Antonio Gramsci. What immediately catches the eye in high school writings is how the great strands of Gramsci’s thought, studied throughout the world and of extraordinary relevance, are already clearly visible.

His school curriculum had been uneven and uneven since elementary school despite the excellent performance, due to the arrest of his father, who had plunged the family into extreme poverty. From this experience of deprivation, combined with an insatiable and precocious thirst for knowledge, matures the idea of culture as an instrument of emancipation of the last; an idea of culture far from intellectualism, capable of creating class consciousness in individuals.

The show traces the first years of the life of the Sardinian philosopher and politician, alternating testimonies on the perilous life of the young Gramsci, to analysis of his thought, able to make us reflect and surprise.

In spite of quiet living and realpolitik, one can and must dream of a different and just world: here, “Gramsci’s dream”.

Il settimo giorno lui si riposò, io no

Il settimo giorno lui si riposò, io no

Uno show di e con Andrea Mirò ed Enrica Tesio

Siamo tutti vittime di una stanchezza pressoché cronica. O crediamo di esserlo. Non molti anni fa perfino il Papa decise di mollare, perché troppo stanco. Nessuno di noi, invece, può dimettersi dalle proprie quotidiane stanchezze. È il punto di partenza dell’esplorazione che Enrica Tesio, blogger e autrice, compie in “Tutta la stanchezza del mondo” (Bompiani, 2022), ironico diario privato di fatiche collettive: la fatica delle madri, quella da social, la stanchezza della burocrazia, del diventare adulti, perfino la stanchezza della bellezza. Dalla pagina al palcoscenico il salto è breve, e obbligato. Perché noi siamo il popolo del multitasking che diventa “multistanching”. Siamo quelli che scorrono le pagine dei social per misurare le vite degli altri, quelli che riempiono di impegni i figli per paura di non stimolarli abbastanza, quelli che la sera si portano il computer in camera da letto per guardare una serie e intanto rispondere all’ultima mail. Quelli che, per riposarsi, si devono concentrare. Il settimo giorno lui si riposò, io no non è soltanto uno spettacolo: “è una seduta di autoaiuto, un monologo sulla vita di una donna come tante, ma con occhiaie uniche nel suo genere!”. A fare da contrappunto alle parole argute e piene di humour di Enrica Tesio sono le musiche eseguite dal vivo da Andrea Mirò: una selezione di musiche originali e brani di grandi autori in cui la visione slow della vita si interseca, e si contrappone, alla frenesia dei tempi moderni esprimendo una prospettiva totalmente diversa, avulsa, distante e, probabilmente, salvifica. Da Rino Gaetano a Giorgio Gaber, da Enzo Del Re a Niccolò Fabi, fino a Lucio Dalla passando attraverso i brani della stessa cantautrice astigiana: una trama fatta di sonorità raffinate e suggestioni poetiche per celebrare, in musica, un elogio alla lentezza. Il racconto, a due voci, di due donne straordinariamente talentuose per uno spaccato, attualissimo e incredibilmente ironico, del nostro tempo.

 

A show by and with Andrea Mirò and Enrica Tesio

We are all victims of almost chronic fatigue. Or we think we are. Not many years ago even the Pope decided to give up, because he was too tired. None of us, however, can resign from our daily fatigue. It is the starting point of the exploration that Enrica Tesio, blogger and author, accomplishes in “Tutta la stanczza del mondo” (Bompiani, 2022), ironic private diary of collective efforts: the fatigue of mothers, the social, the fatigue of bureaucracy, of becoming adults, even the weariness of beauty. From the page to the stage the jump is short, and obliged. Because we are the people of multitasking that becomes “multistanching”. We are the ones who scroll through the social pages to measure the lives of others, those who fill their children with commitments for fear of not stimulating them enough, those who in the evening bring the computer in the bedroom to watch a series and meanwhile respond to the last email. Those who need to concentrate to rest. On the seventh day he rested, I was not just a show: “it is a self-help session, a monologue about the life of a woman like many, but with unique dark circles!”. To act as a counterpoint to the witty and humorous words of Enrica Tesio are the live music performed by Andrea Mirò: a selection of original music and songs by great authors in which the slow vision of life intersects, and is opposed to the frenzy of modern times expressing a totally different perspective, detached, distant and, probably, salvific.

From Rino Gaetano to Giorgio Gaber, from Enzo Del Re to Niccolò Fabi, up to Lucio Dalla passing through the songs of the same singer-songwriter Asti: a plot made of refined sounds and poetic suggestions to celebrate, in music, a praise to slowness. The story, in two voices, of two women extraordinarily talented for a split, current and incredibly ironic, of our time.

 

Comizi d’amore contemporanei. Dialogo sentimentale.

Comizi d’amore contemporanei. Dialogo sentimentale.

COMIZI D’AMORE. DIALOGO SENTIMENTALE

PAOLO CREPET

con MARCELLO MAZZONI Pianoforte

 

Produzione Teatro Ristori di Verona

Distribuzione Reggio Iniziative Culturali S.r.l.

 

Una libera riflessione di Paolo Crepet sull’amore e le passioni umane contestualizzate nella nostra epoca, un tema tra i più dibattuti e cari allo psichiatra-scrittore, che prenderà spunto anche dalle suggestioni musicali offerte da alcune opere di Antonio Vivaldi: “IL PIACERE”, “IL SOSPETTO”, “L’INQUIETUDINE”, “LA FOLLIA” e di compositori a noi temporalmente più vicini o contemporanei come Arvo Part, Michael Nyman, Philip Glass, Eric Satie.

Egli afferma: “Tutto parte dalla ricerca della felicità e per questo credo che la psichiatria sia l’arte di rimuovere gli ostacoli alla felicità. Sono convinto che la psichiatria abbia più a vedere con l’arte che con altro”. “Le emozioni e i sentimenti? Il rischio è che diventino preconfezionati. Sta passando di moda la passione e quindi anche l’amore passionale. Nella seduzione, cioè nell’approccio tra due persone che si piacciono, non può saltare un elemento, che è quello faticoso del conoscersi, dell’approfondire e del creare complicità. Complicità vuol dire stare assieme nei momenti difficili, in quei frangenti in cui ci può essere una crisi dell’uno o dell’altro, nel capirsi e nell’ascoltarsi. È per tutta questa roba qui, che la relazione amorosa è per forza difficile e faticosa e non può essere agevolata”.

LOVE MEETINGS. SENTIMENTAL DIALOGUE

PAOLO CREPET

with MARCELLO MAZZONI Piano

 

Production Teatro Ristori di Verona

Distribution Reggio Cultural Initiatives S.r.l.

A free reflection by Paolo Crepet on love and human passions contextualized in our time, a theme among the most debated and dear to the psychiatrist-writer, which will also be inspired by the musical suggestions offered by some works by Antonio Vivaldi: “PLEASURE”, “IL SOSPETTO”, “L’INQUIETUDINE”, “LA FOLLIA” and composers to us temporally closer or contemporary as Arvo Part, Michael Nyman, Philip Glass, Eric Satie.

He says, “It all starts with the pursuit of happiness and that’s why I believe psychiatry is the art of removing obstacles to happiness. I am convinced that psychiatry has more to do with art than with other”. ” Emotions and feelings? The risk is that they become pre-packaged. Passion is fading and therefore also passionate love. In seduction, that is, in the approach between two people who like each other, we cannot skip an element, which is the tiring one of getting to know each other, deepening and creating complicity. Complicity means being together in difficult moments, in those moments when there may be a crisis of one or the other, in understanding and listening to each other. It is for all this stuff here that the love affair is necessarily difficult and tiring and cannot be facilitated”.