La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni

La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni

di STEFANO BENNI
con AMBRA ANGIOLINI

Composizioni sonore DARDUST
Light designer MARCO FILIBECK
Scenografia CHIARA MODOLO
Con le creazioni artistiche di CRACKING ART

Regia AMBRA ANGIOLINI
Assistente alla regia Beatrice Cazzaro

Costumi Gentucca Bini

Hair Stylist GSC Extension Academy – Silvana Copes

foto Serena Serrani
produzione Teatro Carcano Milano

Ambra Angiolini mette insieme il suo debutto alla regia proponendo un lavoro che definisce reale e fortemente contemporaneo per esigenze “umane”, in una forma teatrale che in questi anni l’ha nobilitata e fatta maturare nella qualità delle sue scelte artistiche. Un “soliloquio di gruppo”, lo definisce la Angiolini, tragicomico, buffo e amaro, luminoso e cupo, nel gigantesco ossimoro che è la vita di tutti. Ambra scannerizza con il virtuosismo letterario di Benni, anche i resti del suo passato da ricomporre, per
ritrovare quel che le manca, per riconquistare il suo pezzo V di W. “W” tornerà ad essere una donna nuovamente intera, meravigliosamente non conforme, solida nelle crepe di fragilità, che avrà ricostruito davanti a tutti il suo corpo e la sua umanità, in un mondo apparentemente troppo cinico e senza più
umane ambizioni.

Note di regia
W una mattina si sveglia e non è più “a posto”, molte cose non tornano nel suo sentire. Tutte le promesse che le erano state fatte da piccola non sono state mantenute e i rapporti, per lo più disumani, hanno rotto tutto quello che era intero. Ai suoi piedi, in una piscina di macerie, pezzi di plastica, gli scarti di materiale velenoso di cui il mondo ormai si nutre. W apre gli occhi e si guarda intorno. Esce dal suo coniglio che ora è tanto grande da contenerla tutta, imprigionata più che protetta da un bisogno di infanzia perenne, per sentire meno il male che fa lo stare al mondo come ci stanno tutti gli altri.
Il corpo di W è postbellico fuori dal suo “coniglio”, esploso in mille pezzi: W li cercherà uno ad uno. Scoprirà che nessuno dei suoi pezzi ha la forma o la grandezza di prima e che quindi lo sforzo non sarà solo quello di cercarli, ma capire come rimetterli comunque e nonostante tutto al loro posto: “Sono solo una povera donna con tutti i suoi pezzi… tutti i suoi pezzi… a posto! Bastardi…”. W incarna tutte quelle persone che non vogliono morire ma non sanno come si fa a vivere in questa vita.
Uno spettacolo esperienziale: nessuno verrà soltanto per sedersi e guardare. Gli spettatori porteranno quel che provano, sentono, e Ambra-W cercherà, nella sua espressione artistica più anticonformista, di far vivere tutta questa umanità che fuori dal circuito teatrale non è facilmente applicabile alla vita.
Per chi accetterà l’invito sarà, per un’ora e quindici, autorizzato a essere ancora l’invenzione migliore sul pianeta. Una serata biologica, dove l’artificiale non esiste, dove tornare ad essere “noi” è l’unico artificio.
Per permettere a tutto quello che vivrà sul palco di avere sempre qualcosa da dire, abbiamo chiesto alla Cracking Art di abitare lo spazio di W. Vogliamo ricreare un luogo dove le intenzioni nel fare arte convergono per sostenere e rafforzare i concetti che le parole, il corpo e la voce di Ambra proveranno a far arrivare giù dal palco. Cracking Art è un movimento fondato nel 1993 da Alex Angi, Renzo Nucara,
Sweetlove, Marco Veronese e Kicco. “Cracking” come la chiamata alla reazione chimica che trasforma il petrolio grezzo in plastica: per gli artisti è questo il momento in cui il naturale permuta in artificiale. La plastica ha in sé le radici di una storia che dura da millenni, un brano culturale in cui la natura umana mostra una resa consapevole dell’inevitabilità del fatto che il nostro mondo stia diventando sempre
più artificiale. Rigenerare la plastica significa sottrarla alla distruzione tossica e devastante per l’ambiente donandole nuova vita; farne opere d’arte significa comunicare attraverso un linguaggio estetico innovativo, esprimendo una particolare sensibilità nei confronti della natura.
E ancora… che suono ha un corpo quando viene “rotto”? E quando si “ricompone”? Da questa domanda è partita Ambra Angiolini alla ricerca di Dardust come compagno di suoni emotivi potentissimi e spesso non conformi. Dardust è il visionario che fonde la profondità della musica classica con la forza pulsante dell’elettronica contemporanea. Pianista, compositore e produttore tra i più innovativi della scena europea, ha ridefinito il concetto di musica strumentale portandola fuori dai confini tradizionali. Dietro il suo alias si cela Dario Faini, autore affermato per artisti del calibro di Mahmood, Elisa e Blanco, ma è con il progetto Dardust che la sua anima artistica esplode in tutta la sua originalità. Le ultime novità
lo vedono protagonista di una nuova fase artistica: tra collaborazioni internazionali e un nuovo tour europeo, Dardust si conferma una presenza imprescindibile per chi cerca un concerto che non sia solo da ascoltare, ma da vivere sulla pelle. In perfetta armonia con questo Collettivo di Emoteatranti, nuovi e meno nuovi, dove tutto sarà biologico. Spegnete i telefoni cellulari: l’applicazione migliore l’avete già dentro di voi.

T-challenge 2026 VI edizione

T-challenge 2026 VI edizione

Il progetto T-Challenge giunge alla sua sesta edizione, confermandosi una realtà in continua crescita sin dal suo debutto nel 2018.

L’edizione di quest’anno segna un traguardo importante: non solo registra il più alto numero di istituti partecipanti di sempre, ma assume anche una dimensione sempre più regionale.
Accanto alle sette scuole di Cagliari, saranno infatti presenti un istituto di Alghero, tre del Sulcis-Iglesiente e due del Medio Campidano.

Una vera e propria festa della creatività giovanile, dove studenti e studentesse si confronteranno attraverso linguaggi artistici diversi e originali. In scena si alterneranno autori lontani tra loro per epoca e stile — da classici senza tempo a drammaturgie contemporanee — offrendo al pubblico un’esperienza ricca, sorprendente e sempre diversa.

Quattro giorni intensi di esiti scenici, che rappresentano la fase finale di percorsi laboratoriali di promozione della lettura iniziati a gennaio 2026.

15 maggio ore 10.00 Generali a merenda

15 maggio ore 12.00 L’incartocciarsi della foglia riarsa

15 maggio ore 17.00 L’ultima mezzanotte

15 maggio ore 19.00 Cirano

16 maggio ore 10.00 Hyper love

16 maggio ore 12.00 Tragedie in due battute

16 maggio ore 16.00 Parliamo d’altro

16 maggio ore 18.00 Sopravvissute

17 maggio ore 10.00 Le rane

17 maggio ore 13.00 Alice nel paese di sotto

17 maggio ore 15.30 Il dottor Faust

18 maggio ore 15.30 Noi e loro

18 maggio ore 17.30 Lisistrata

Giuria Tecnica
Marina Boetti, Tatiana Floris, Aurora Selis

Giuria PoP
Miriam Agus, Stefano Argiolas, Beatrice Bacciu, Emma Brodu, Sofia Cappai, Marco Carta, Giulia Cogni, Samuel Dessì, Riccardo Falchi, Matteo Gaspa, Sara Margiotta, Nora Massarelli, Carlo Meloni, Michele Meloni, Martina Muroni, Federico Orrù, Michele Pirastu, Giorgia Porcu, Chiara Puxeddu
coordinati da Giuseppe Antelmo (Casa dello Spettatore ETS)

The T-Challenge project reaches its sixth edition, confirming itself as a continuously growing reality since its debut in 2018.

This year’s edition marks an important milestone: not only does it record the highest number of participating schools ever, but it is also taking on an increasingly regional dimension.
Alongside the seven schools from Cagliari, there will also be one institute from Alghero, three from the Sulcis-Iglesiente area, and two from Medio Campidano.

A true celebration of youth creativity, where students will engage with one another through diverse and original artistic languages. On stage, authors distant in time and style — from timeless classics to contemporary dramaturgy — will alternate, offering the audience an experience that is rich, surprising, and always different.

Four intense days of stage performances, representing the final phase of reading-promotion workshops that began in January 2026.

15 May ore 10.00 generali a merenda

15 May ore 12.00 l’incartocciarsi della foglia riarsa

15 May ore 17.00 l’ultima mezzanotte

15 May ore 19.00 cirano

16 May ore 10.00 hyper love

16 May ore 12.00 tragedie in due battute

16 May ore 16.00 parliamo d’altro

16 May ore 18.00 sopravvissute

17 May ore 10.00 le rane

17 May ore 13.00 Alice nel paese di sotto

17 May ore 15.30 il dottor Faust

18 May ore 15.30 noi e loro

18 May ore 17.30 lisistrata

Technical Jury
Marina Boetti, Tatiana Floris, Aurora Selis

PoP Jury
Miriam Agus, Stefano Argiolas, Beatrice Bacciu, Emma Brodu, Sofia Cappai, Marco Carta, Giulia Cogni, Samuel Dessì, Riccardo Falchi, Matteo Gaspa, Sara Margiotta, Nora Massarelli, Carlo Meloni, Michele Meloni, Martina Muroni, Federico Orrù, Michele Pirastu, Giorgia Porcu, Chiara Puxeddu
coordinated by Giuseppe Antelmo (Casa dello Spettatore ETS)

Le projet T-Challenge arrive à sa sixième édition, se confirmant comme une réalité en constante croissance depuis ses débuts en 2018.

L’édition de cette année marque une étape importante : non seulement elle enregistre le plus grand nombre d’établissements participants jamais atteint, mais elle prend également une dimension de plus en plus régionale.
Aux côtés des sept écoles de Cagliari, seront présents un établissement d’Alghero, trois du Sulcis-Iglesiente et deux du Medio Campidano.

Une véritable fête de la créativité des jeunes, où les étudiants et étudiantes se rencontreront à travers des langages artistiques variés et originaux. Sur scène se succéderont des auteurs éloignés par l’époque et le style — des classiques intemporels aux dramaturgies contemporaines — offrant au public une expérience riche, surprenante et toujours différente.

Quatre journées intenses de restitutions scéniques, représentant la phase finale de parcours d’ateliers de promotion de la lecture commencés en janvier 2026.

15 May ore 10.00 generali a merenda

15 May ore 12.00 l’incartocciarsi della foglia riarsa

15 May ore 17.00 l’ultima mezzanotte

15 May ore 19.00 cirano

16 May ore 10.00 hyper love

16 May ore 12.00 tragedie in due battute

16 May ore 16.00 parliamo d’altro

16 May ore 18.00 sopravvissute

17 May ore 10.00 le rane

17 May ore 13.00 Alice nel paese di sotto

17 May ore 15.30 il dottor Faust

18 May ore 15.30 noi e loro

18 May ore 17.30 lisistrata

Jury Technique
Marina Boetti, Tatiana Floris, Aurora Selis

Jury PoP
Miriam Agus, Stefano Argiolas, Beatrice Bacciu, Emma Brodu, Sofia Cappai, Marco Carta, Giulia Cogni, Samuel Dessì, Riccardo Falchi, Matteo Gaspa, Sara Margiotta, Nora Massarelli, Carlo Meloni, Michele Meloni, Martina Muroni, Federico Orrù, Michele Pirastu, Giorgia Porcu, Chiara Puxeddu
coordonnés par Giuseppe Antelmo (Casa dello Spettatore ETS)

Mistero buffo – Elisa Pistis

Mistero buffo – Elisa Pistis

di Dario Fo e Franca Rame
un progetto di Elisa Pistis
una produzione Teatro Insonne
con il patrocinio della Fondazione Fo/Rame

Un corpo solo in scena per dare voce, oggi, a un’urgenza antica: raccontare il potere, l’ingiustizia e la ribellione attraverso “Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame, nella versione di Elisa Pistis.

Elisa Pistis in ‘Mistero Buffo’ di Dario Fo e Franca Rame

Il “Mistero Buffo” di Elisa Pistis non vuole essere ovviamente una copia del lavoro di Dario Fo, ma si snoda prima di tutto da un punto di partenza molto semplice: una donna che mette in scena, da sola,
Mistero Buffo. La mia rielaborazione parte quindi da una sensibilità femminile, che non esclude il lavoro del Maestro ma ha, per forza di cose, una direzione espressiva totalmente differente.

Diversi sono inoltre i tempi in cui ci muoviamo e il contesto sociale del nostro presente: con questo Mistero Buffo parto dall’esigenza di condividere una riflessione attuale su alcune dinamiche che ancora oggi caratterizzano la nostra società. Soprattutto vorrei capire come la questione del potere, dell’arroganza, dell’ingiustizia sociale, tutt’altro che risolta e appartenente al passato, ancora oggi possa risuonare attraverso un materiale scritto alla fine degli anni Sessanta e attraverso delle storie che sono alla base della nostra cultura, e non solo, da secoli.

Ho scelto, infatti, il filo rosso della Sacra Famiglia, mettendo in campo due differenti momenti della vita di Gesù: Gesù bambino e Gesù adulto, accompagnato ovviamente dalla presenza, indubbiamente importante, di sua madre, Maria di Nazareth: personaggi che ci sono familiari e che conosciamo, qualsiasi sia il nostro rapporto con la religione. Lo spettacolo si compone di linguaggi differenti: si parte dai dialetti del nord Italia (soprattutto lombardo, veneto, friulano) ma con una rielaborazione libera che lascia spazio all’espressività e soprattutto al messaggio emotivo, fino ad arrivare al sardo, una lingua completamente diversa che dà nuova vita alla giullarata, una lingua dai suoni atavici, primitivi, che si prestano ottimamente a raccontare storie antiche come queste.

Il primo miracolo di Gesù Bambino vede la Sacra Famiglia costretta ad emigrare a Jaffa e ad adattarsi e ambientarsi in una città nuova.
Mentre Giuseppe e Maria cercano un lavoro per mantenere la famiglia, il bambin Gesù cerca di fare amicizia con i bambini della città, dimostrandosi simpatico e affabile finché qualcuno non lo fa arrabbiare…Maria sotto la croce è la storia di Maria di Nazareth che sale al Golgota da Gesù, crocifisso: una madre che vede morire un figlio, ingiustamente torturato ed ucciso per aver predicato un messaggio di pace e fratellanza. In questa Maria
popolana, lontana dall’iconografia tradizionale, prevale l’istinto primario di salvare il proprio figlio dalla morte; ma non c’è modo di opporsi al destino di Gesù, venuto sulla Terra per sacrificarsi.

 

Perchè Mistero buffo ?

Il teatro oggi ha un’esigenza, un imperativo: riprendere contatto con le persone, incontrarle, parlar loro direttamente.
I giullari, i commedianti dell’arte, spinti dalla fame e dall’urgenza di fare del Teatro un mestiere oltre che uno stile di vita, in un mondo frammentato e dove le lingue diverse ostacolavano la comunicazione fra i popoli, per parlare con le varie comunità e per farsi capire da tutti si dovettero ingegnare e dovettero inventare nuove modalità espressive.

Dario Fo e Franca Rame, alla fine degli anni ’60, hanno recuperato questo slancio energetico e vitale: le giullarate di Mistero Buffo annullano la distanza tra l’attore e lo spettatore, scavalcano le differenze linguistiche, portano a tutti messaggi urgenti e importanti. Hanno creato giullarate che parlano di lavoro, di fame, di potere, di comunicazione, di ribellione: tutti temi universalmente validi, oggi come ieri, qui come altrove.

By Dario Fo and Franca Rame
a project by Elisa Pistis
a Teatro Insonne production
with the patronage of the Fondazione Fo/Rame

A single body on stage to give voice, today, to an ancient urgency: telling the story of power, injustice, and rebellion through Mistero Buffo by Dario Fo and Franca Rame, in Elisa Pistis’ version.

Elisa Pistis in Mistero Buffo by Dario Fo and Franca Rame

Elisa Pistis’ Mistero Buffo is obviously not intended to be a copy of Dario Fo’s work, but unfolds above all from a very simple starting point: a woman performing Mistero Buffo alone on stage.
My reinterpretation therefore begins from a feminine sensibility, which does not exclude the work of the Maestro, but inevitably follows a completely different expressive direction.

The times in which we live and the social context of our present are also very different: with this Mistero Buffo, I start from the need to share a contemporary reflection on certain dynamics that still characterize our society today. Above all, I would like to understand how the issues of power, arrogance, and social injustice — far from resolved or belonging to the past — can still resonate today through material written at the end of the 1960s and through stories that have formed the basis of our culture, and beyond, for centuries.

I chose, in fact, the common thread of the Holy Family, presenting two different moments in the life of Jesus: Jesus as a child and Jesus as an adult, naturally accompanied by the undoubtedly important presence of his mother, Mary of Nazareth — characters who are familiar to us regardless of our relationship with religion. The performance is composed of different languages: it begins with the dialects of Northern Italy (especially Lombard, Venetian, and Friulian), freely reworked to leave room for expressiveness and, above all, emotional impact, arriving finally at Sardinian, a completely different language that gives new life to the giullarata — a language with ancient, primal sounds, perfectly suited to telling stories as old as these.

The First Miracle of Baby Jesus sees the Holy Family forced to emigrate to Jaffa and adapt to life in a new city.
While Joseph and Mary search for work to support the family, the child Jesus tries to befriend the local children, proving cheerful and charming until someone makes him angry…

Mary at the Foot of the Cross is the story of Mary of Nazareth climbing Golgotha to reach Jesus, crucified: a mother witnessing the death of her son, unjustly tortured and killed for preaching a message of peace and brotherhood. In this popular, earthly Mary — far from traditional iconography — what prevails is the primal instinct to save her child from death; but there is no way to oppose Jesus’ destiny, having come to Earth to sacrifice himself.

Why Mistero Buffo?

Today theatre has a necessity, an imperative: to reconnect with people, to meet them, to speak directly to them.

 jesters and commedia dell’arte performers, driven by hunger and by the urgency of making Theatre both a profession and a way of life, lived in a fragmented world where different languages hindered communication between peoples. To speak with different communities and make themselves understood by everyone, they had to invent new expressive forms and ingenious ways of communicating.

At the end of the 1960s, Dario Fo and Franca Rame recovered this energetic and vital impulse: the giullarate of Mistero Buffo erase the distance between actor and spectator, overcome linguistic differences, and bring urgent and important messages to everyone. They created performances that speak about work, hunger, power, communication, and rebellion: themes that remain universally relevant today as yesterday, here as elsewhere

De Dario Fo et Franca Rame
un projet d’Elisa Pistis
une production Teatro Insonne
avec le patronage de la Fondazione Fo/Rame

Un seul corps en scène pour donner voix, aujourd’hui, à une urgence ancienne : raconter le pouvoir, l’injustice et la rébellion à travers Mistero Buffo de Dario Fo et Franca Rame, dans la version d’Elisa Pistis.

Elisa Pistis dans Mistero Buffo de Dario Fo et Franca Rame

Le Mistero Buffo d’Elisa Pistis ne veut évidemment pas être une copie du travail de Dario Fo, mais se développe avant tout à partir d’un point de départ très simple : une femme qui met en scène, seule, Mistero Buffo.
Ma réélaboration part donc d’une sensibilité féminine, qui n’exclut pas le travail du Maître mais suit nécessairement une direction expressive totalement différente.

Les époques dans lesquelles nous évoluons et le contexte social actuel sont également très différents : avec ce Mistero Buffo, je pars du besoin de partager une réflexion contemporaine sur certaines dynamiques qui caractérisent encore aujourd’hui notre société. Je voudrais surtout comprendre comment les questions du pouvoir, de l’arrogance et de l’injustice sociale — loin d’être résolues ou appartenir au passé — peuvent encore résonner aujourd’hui à travers un matériau écrit à la fin des années soixante et à travers des histoires qui constituent depuis des siècles la base de notre culture, et bien au-delà.

J’ai choisi en effet le fil rouge de la Sainte Famille, en mettant en scène deux moments différents de la vie de Jésus : Jésus enfant et Jésus adulte, accompagnés naturellement par la présence indéniablement importante de sa mère, Marie de Nazareth — des personnages qui nous sont familiers, quelle que soit notre relation à la religion. Le spectacle se compose de différents langages : il part des dialectes du nord de l’Italie (notamment lombard, vénitien et frioulan), librement réélaborés afin de laisser place à l’expressivité et surtout à l’émotion, pour arriver finalement au sarde, une langue totalement différente qui redonne vie à la giullarata — une langue aux sonorités archaïques et primitives, parfaitement adaptée à raconter des histoires aussi anciennes.

Le premier miracle de l’Enfant Jésus voit la Sainte Famille contrainte d’émigrer à Jaffa et de s’adapter à une nouvelle ville.
Pendant que Joseph et Marie cherchent du travail pour subvenir aux besoins de la famille, l’enfant Jésus tente de se lier d’amitié avec les enfants de la ville, se montrant sympathique et affable jusqu’à ce que quelqu’un le mette en colère…

Marie au pied de la croix raconte l’histoire de Marie de Nazareth montant au Golgotha vers Jésus crucifié : une mère voyant mourir son fils, injustement torturé et tué pour avoir prêché un message de paix et de fraternité. Dans cette Marie populaire, éloignée de l’iconographie traditionnelle, prévaut l’instinct primaire de sauver son fils de la mort ; mais il n’existe aucun moyen de s’opposer au destin de Jésus, venu sur Terre pour se sacrifier.

Pourquoi Mistero Buffo ?

Aujourd’hui, le théâtre a une nécessité, un impératif : renouer avec les personnes, les rencontrer, leur parler directement.

Les jongleurs et les comédiens de la commedia dell’arte, poussés par la faim et par l’urgence de faire du Théâtre un métier autant qu’un mode de vie, vivaient dans un monde fragmenté où les différentes langues empêchaient la communication entre les peuples. Pour parler aux différentes communautés et se faire comprendre de tous, ils durent inventer de nouvelles formes d’expression et de nouveaux moyens de communication.

À la fin des années soixante, Dario Fo et Franca Rame ont retrouvé cet élan énergétique et vital : les giullarate de Mistero Buffo abolissent la distance entre l’acteur et le spectateur, dépassent les différences linguistiques et transmettent à tous des messages urgents et importants. Ils ont créé des récits qui parlent du travail, de la faim, du pouvoir, de la communication et de la rébellion : des thèmes universellement valables aujourd’hui comme hier, ici comme ailleurs

Laboratorio per bambini a Meana Sardo

Laboratorio per bambini a Meana Sardo

In continuità con il laboratorio tenutosi l’anno scorso a Meana Sardo, La Fiaba, il workshop laboratoriale progettato in dialogo con gli insegnanti e condotto da Michele Losi, che approfondisce i temi della fiaba e della costruzione narrativa — anche attraverso le carte di Propp e la struttura del Viaggio dell’Eroe — e sviluppa la relazione tra corpo, racconto e paesaggio. Attraverso esercizi teatrali, attività di gruppo e momenti di creazione collettiva, gli alunni vengono coinvolti in un’esperienza attiva che rafforza immaginazione, capacità espressiva, ascolto, collaborazione e consapevolezza del contesto naturale come spazio di esperienza culturale.

Le giornate del 15, 16 e 17 aprile 2026 rappresentano un periodo ideale per valorizzare gli spazi esterni della scuola o del territorio, trasformandoli in luoghi di incontro tra arte, natura e comunità scolastica.

EVENTO ANNULLATO – 26 maggio ore 18.30 – Foyer Teatro Massimo di Cagliari

EVENTO ANNULLATO – 26 maggio ore 18.30 – Foyer Teatro Massimo di Cagliari

GIOVINEZZE IN PERIFERIA

nei romanzi di

BRUNO PISCHEDDA “Muster – Una giovinezza fantastica” (Zacinto Edizioni, 2024)

FABIO FANNI MARCEDDU “Il Mare Sopra” (Metis Academic Press, 2023)

Coordina GIOVANNA CALTAGIRONE

Introduce Marina Boetti

GIOVINEZZE IN PERIFERIA

the novels of

BRUNO PISCHEDDA “Muster – A fantastic youth” (Zacinto Edizioni, 2024)

FABIO FANNI MARCEDDU “Il Mare Sopra” (Métis Academic Press, 2023)

Contact details GIOVANNA CALTAGIRONE

Presentation by Marina Boetti

GIOVINEZZE IN PERIFERIA

les romans de

BRUNO PISCHEDDA “Muster – Une jeunesse fantastique” (Zacinto Edizioni, 2024)

FABIO FANNI MARCEDDU “Il Mare Sopra” (Presse Académique Métis, 2023)

Coordonnées GIOVANNA CALTAGIRONE

Présentation de Marina Boetti