23 maggio ore 17.30 – Foyer del Teatro Massimo di Cagliari

23 maggio ore 17.30 – Foyer del Teatro Massimo di Cagliari

STORIE ESEMPLARI: ANDREA PAZIENZA
Un omaggio ad Andrea Pazienza, nel giorno del suo (non ) settantesimo compleanno, con coloro che hanno lavorato a stretto contatto con questo eclettico artista. Andrea Pazienza, figura esemplare, versatile e soprattutto innovativa, a 37 anni dalla sua scomparsa rimane ancora di un’attualità sorprendente. Oggi che la contestazione è mal digerita dalla classe politica, oggi che la satira è stata parzialmente scremata se non censurata dalla TV di Stato, è opportuno ricordarlo perché, aldilà delle sue fragilità e della sua dipartita così repentina e ingiustificata, è l’artista che ha saputo rappresentare meglio la generazione e la rivoluzione, seppur ibrida, del ‘77. Con le astrazioni, la follia, la genialità, e al tempo stesso la miseria, la disperazione dei suoi coetanei, coniugando con grande maestria gli incendiari e i pompieri. Nell’arte del disegno e dell’illustrazione ha spaziato in ogni campo, lasciando un’eredità importante che diventa Storia Esemplare e come tale deve essere trasmessa. Un esempio da seguire, per la sua energia eretica contro la letteratura e l’arte visiva del passato, contro i burocrati di ogni genere, contro “gli affidabili” con un linguaggio che oggi ancor più che in passato non sarebbe in alcun modo “politically correct”. Oltre ai suoi personaggi più famosi, da Penthotal a Zanardi., Andrea Pazienza si è cimentato anche nelle favole per bambini con due capolavori sulla fantasia e sul rispetto degli altri. Per poi ritagliare un ruolo di prestigio al Presidente della Repubblica per eccellenza, Sandro Pertini, nei panni del partigiano, etico e coerente. Una affinità elettiva che lo legava a un uomo che
vedeva come l’ultimo esemplare di uomini duri e puri come bambini. Uno spiraglio di luce della Prima Repubblica che fa da contraltare alla satira corrosiva sugli altri politici. Una sorta di nonno “costituente” con cui Paz, nelle vesti di un luogotenente della Resistenza, compie delle imprese improbabili in nome della giustizia e della libertà. Per tutti un Ecce Homo, Cristo o Dioniso, non si sa. Restituirlo ai giovani e rievocarlo agli altri è un obbligo, sfidando anche il plotone del politicamente corretto che anche in passato gli ha scagliato addosso pietre e polemiche. Senza maiscalfire la sua grandezza.

EXAMPLE OF HISTORY: ANDREA PAZIENZA
A loss to Andrea Pazienza, in the day of his (non) complete ensemble, with color
Hanno liked the close contact with this eclectic artist. Andrea Pazienza, an exemplary, versatile, and highly innovative character, 37 years ago, when compared with the ancora di a surprising attitude. Today, protest is poorly digested by the political class, today satire is partially broadcast and not censored by TV, it is topical. Because, both in its fragility and its so repentant and justified, he is the artist who has. Saputo best represents the generation and the recently liberated revolution of ’77. Con le strazioni, the follia, the geniality, and at the same time stesso the misery, the disappearance of its coetanei,
handle with great mastership of fires and firefighters. The art of design andThe illustration has been spread in all directions, showing an important note in this story This comet must never be transmitted. An example of seguire, for its erotic energy
check the lettering and the visual art of the passato, check the writing of the gene, check “gli affidabili” with a language which is also ancor più che in passato non sarebbe in alcun modo “politically correct”. Oltre ai suoi personaggi more famous, da Penthotal a Zanardi., Andrea Pazienzasit it is cecited it is also favole for babies with due capolavori on the fantasia and on the rispetto degli altri. To be able to create a prestigious leader for the President of the Republic par excellence, Sandro
Pertini, nei panni del partigiano, etico e coerente. An electric affinity that leaves a person in the air presented as the ultimate example of a child’s life and his puri as a child. A spiraglio de luce della The First Republic wants to counter the corrosive satire of all other politicians. A kind of no no “Customized” with Paz leather, his garment is durable, makes its impression
the improbability in the name of justice and freedom. For all an Ecce Homo, Cristo o Dioniso, non si it is. Restituirlo ai Giovanni et rievocarlo agli autres is an obligation, sfidando ache ache plone del politically correct who also in the past gli ha scagliato addosso pietre e polemiche. Senza May calcine la sua grandezza.

EXEMPLE D’HISTOIRE : ANDREA PAZIENZA La disparition d’Andrea Pazienza, à l’époque où son ensemble (in)complet était en couleurs, est une perte immense. Hanno appréciait le contact étroit avec cet artiste éclectique. Andrea Pazienza, un personnage exemplaire, polyvalent et très novateur, il y a 37 ans, comparé à l’époque actuelle, une attitude surprenante. Aujourd’hui, la contestation est mal digérée par la classe politique, aujourd’hui la satire est partiellement diffusée et non censurée par la télévision, elle est d’actualité. Car, à la fois dans sa fragilité et dans sa repentance si justifiée, il est l’artiste qui a Saputo représente le mieux la génération et la révolution de 1977, récemment libérée. Con le strazioni, la folie, la génialité, et en même temps stesso la misère, la disparition de ses proches, manipule avec une grande maîtrise les feux et les pompiers. L’art du design et L’illustration s’est répandue dans toutes les directions, révélant une note importante dans cette histoire. Cette comète ne doit jamais être transmise. Un exemple de seguire, pour son énergie érotique vérifiez le lettrage et l’art visuel du passé, vérifiez l’écriture du gène, vérifiez « gli affidabili » avec un langage qui est aussi ancor più che in passato non sarebbe in alcun modo « politiquement correct ». Oltre ai suoi personaggi more famous, da Penthotal a Zanardi., Andrea Pazienza sit it is cecited it is also favole for babies with due capolavori on the fantasia and on the rispetto degli altri. To be able to create a prestige leader for the President of the Republic par excellence, Sandro Pertini, nei panni del partigiano, etico e coerente. Une affinité électrique qui laisse une personne en l’air présentée comme l’exemple ultime de la vie d’un enfant et de sa pureté d’enfant. Un spiraglio de luce della La Première République veut contrer la satire corrosive de tous les autres politiciens. Une sorte de non non « Personnalisé » avec du cuir Paz, son vêtement est durable, fait son impression l’improbabilité au nom de la justice et de la liberté. Pour tous un Ecce Homo, Cristo o Dioniso, non si c’est. Restituirlo ai Giovanni et rievocarlo agli autres est une obligation, sfidando ache ache plone del politiquement correct qui aussi dans le passé gli ha scagliato addosso pietre e polemiche. Senza May calcine la sua grandezza.


 

13 maggio ore 18.30 – Foyer del Teatro Massimo di Cagliari

13 maggio ore 18.30 – Foyer del Teatro Massimo di Cagliari

Andrea Fulgheri presenta l’antologia
DAEMONIUM, RACCONTI D’OMBRA
Camena 2026
in dialogo con gli autori e autrici

SINOSSI: Cagliari è una città ricca di storia e di monumenti che ricordano chi ha vissuto il suo passato. Qualcuno o qualcosa ha aperto le porte che la separano dall’inferno. Ora tra le sue vie gli abitanti incrociano demoni e fantasmi, un flusso dall’aldilà che sembra non potersi fermare. Un giornalista viene incaricato di indagare su una misteriosa scomparsa. Intervisterà Ismaele, indagato e sparito nel nulla fino a quel momento. Nessuno è ancora riuscito a parlarci e a pubblicare le sue dichiarazioni. Lui sarà il primo che proverà a ricostruire cosa è successo e a scoprire che legame c’è tra Ismaele e l’invasione di demoni.

Andrea Fulgheri presents the anthology

DAEMONIUM, SHADOW TALES

Camena 2026

in conversation with the authors

SYNOPSIS: Cagliari is a city rich in history and monuments that remember those who lived its past. Someone or something has opened the gates separating it from hell. Now, in its streets, the inhabitants cross paths with demons and ghosts, a seemingly unstoppable flow from the afterlife. A journalist is assigned to investigate a mysterious disappearance. He will interview Ismaele, who has been under investigation and disappeared until that moment. No one has yet been able to speak to him or publish his statements. He will be the first to try to reconstruct what happened and discover the connection between Ismaele and the invasion of demons.

Andrea Fulgheri présente l’anthologie DAEMONIUM,

CONTES D’OMBRE

Camena 2026

en conversation avec les auteurs

SYNOPSIS : Cagliari est une ville chargée d’histoire et de monuments qui témoignent du passé de ceux qui l’ont habitée. Quelqu’un ou quelque chose a ouvert les portes qui la séparent de l’enfer. Désormais, dans ses rues, ses habitants croisent le chemin de démons et de fantômes, un flot apparemment irrésistible venu de l’au-delà. Un journaliste est chargé d’enquêter sur une mystérieuse disparition. Il va interviewer Ismaele, qui faisait l’objet d’une enquête et avait disparu jusqu’à présent. Personne n’a encore réussi à le joindre ni à publier ses déclarations. Il sera le premier à tenter de reconstituer les faits et à découvrir le lien entre Ismaele et l’invasion démoniaque.

FRA’ – San Francesco, la superstar del medioevo

FRA’ – San Francesco, la superstar del medioevo

di e con Giovanni Scifoni

Musiche originali Luciano Di Giandomenico

Strumenti antichi Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli

Regia Francesco Ferdinando Brandi

Una coproduzione Teatro Carcano, Mismaonda, Viola Produzioni

 

Come si fa a parlare di San Francesco D’Assisi senza essere mostruosamente banali? Come farò a mettere in scena questo spettacolo senza che sembri una canzone di Jovanotti?

Se chiedo ad un ateo anticlericale “dimmi un santo che ti piace” lui dirà: Francesco. Perché tutti conoscono San Francesco? Perché sono stati scritti decine di migliaia di testi su di lui? Perché è così irresistibile? E perché proprio lui? Non era l’unico a praticare il pauperismo. In quell’epoca era pieno di santi e movimenti eretici che avevano fatto la stessa scelta estrema, che aveva di speciale questo coatto di periferia piccolo borghese mezzo frikkettone che lascia tutto per diventare straccione?

Aveva di speciale che era un artista. Forse il più grande della storia. Le sue prediche erano capolavori folli e visionari. Erano performance di teatro contemporaneo. Giocava con gli elementi della natura, improvvisava in francese, citando a memoria brani dalle chanson de geste, stravolgendone il senso, utilizzava il corpo, il nudo, perfino la propria malattia, il dolore fisico e il mutismo.

Il 24 dicembre 2023 abbiamo celebrato gli 800 anni del presepe di Greccio, la più geniale (e più copiata) invenzione di Francesco. Ma all’epoca non c’era la siae.

Il monologo, orchestrato con le laudi medievali e gli strumenti antichi di Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli, si interroga sull’enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop di Francesco, e percorre la vita del poverello di Assisi e il suo sforzo ossessivo di raccontare il mistero di Dio in ogni forma, fino al logoramento fisico che lo porterà alla morte, dalla predica ai porci fino alla composizione del cantico delle creature, il primo componimento lirico in volgare italiano della storia, Francesco canta la bellezza di frate sole dal buio della sua cella, cieco e devastato dalla malattia. Nessuno nella storia ha raccontato Dio con tanta geniale creatività. Francesco sapeva incantare il pubblico, folle sterminate, sapeva far ridere, piangere, sapeva cantare, ballare. Il vero problema con cui mi sono dovuto scontrare preparando questo spettacolo è che Francesco era un attore molto più bravo di me.

E poi il gran finale, la morte, il rapporto di fratellanza, quasi di amore carnale che aveva Francesco con Sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare. E neanche il pubblico potrà scappare da questo finale, incatenati sulle poltrone del teatro saranno costretti anche loro ad affrontare il vero, l’ultimo, grande tabù della nostra contemporaneità: non siamo immortali.

 

Note di regia

Lavorare con Giovanni è entusiasmante perché è un attore vulcanico che sa fare tutto bene, recitare, ballare, cantare, suonare e persino disegnare.
Abbiamo lavorato durante le prove in modo quasi laboratoriale. Una volta condivisa la direzione del racconto, ognuno proponeva digressioni, suggestioni, invenzioni nuove. Nessuno imponeva mai nulla, niente era mai definitivo, ma tutto in divenire. E’ il modo più bello per costruire uno spettacolo, le idee nascono da un’intuizione ancora sfocata, poi rielaborata, metabolizzata e rielaborata ancora fino a che non prende la sua forma definitiva. Lo stesso è stato con i musicisti. Loro proponevano un arrangiamento, noi cercavamo di raccontare l’effetto che cercavamo, e loro lo riadattavano, spesso restituendo un effetto ancor più efficace. Il teatro è un’arte che si fa insieme, dove ognuno apporta la sua competenza, sensibilità, esperienza e quando uno spettacolo si costruisce così è la migliore garanzia di ottenere un buon risultato.
Spero che siamo riusciti a raccontare un Francesco bellissimo, meno ieratico e iconico delle grandiose rappresentazioni cinematografiche, ma più umano, fragile, perfino confuso e incapace di portare avanti l’immane compito che si è dato. Sublime e grezzo, immenso e miserrimo, della stessa pasta dei grandi personaggi letterari e teatrali e come loro capace di aprirci grandi interrogativi sulle nostre vite in ogni tempo.
Una narrazione perfetta per Giovanni che ha da sempre la grande abilità di riuscire a trattare temi elevati con semplicità e divertimento, unendo l’alto e il basso in una seducente affabulazione.
Anche le composizioni musicali, del bravissimo Luciano Di Domenico, sono state create con la stessa immaginazione. Reinventando temi medievali fino ad arrivare, attraverso variazioni e modulazioni, alla musica techno.
Il risultato di così tanto lavoro è uno spettacolo, credo, unico nel suo genere, pieno di invenzioni narrative, musicali e sceniche per onorare il nostro formidabile santo che si chiamava Giovanni come Scifoni e Francesco come me. Non potevamo che farlo insieme.

 

 

Francesco Ferdinando Brandi

with Giovanni Scifoni

Original music by Luciano Di Giandomenico

period instruments by Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò, and Stefano Carloncelli

Directed by Francesco Ferdinando Brandi A co-production of Teatro Carcano, Mismaonda, and Viola Produzioni How is it that the discourse of Saint Francis of Assisi is truly banal? How does the scene of this spettacolo unfold without a single song by Jovanotti? He was appointed by an anticlerical atheist, “dimmi un santo che ti piace” (give me a saint you like), himself led by: Francesco. Why do you know Saint Francis? Why do you have writings about the decision of a thousand testi su di lui (a thousand testimonies about him)? Why is it irresistible? And because he is proper to him? It was not possible to practice poverty. What era was it that fostered health and mechanical movements that propelled a person to a state of flourishing, that gave them that special, small-town, bourgeois, and frikkettone quality that had everything going for it?

I had a specialty, which was being an artist. For the grandest story. The project had become wild and visionary. Erano was a contemporary theater performance. Playing with the elements of nature, improvising in French, quoting a memorial plaque from Brani’s chanson de geste, stravolgendone il senso, utilizzava il corpo, il nudo, perfino la propria malattia, il dolore fisico e il mutismo. On December 24, 2023, we celebrated the 800th anniversary of Greccio’s prelude, Francesco’s most brilliant (and most copied) invention. Ma all’epoca non, ce sera le siae. The monologue, orchestrated with the medieval laudi and ancient instruments of Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchiò and Stefano Carloncelli, if questioned by the enormous persuasive potter who generates his contemporary pop figure of Francesco, and percorres the life of the poor man of Assisi and his bone effort to reconstitute the mistero di Dio in his original form, at the end of the physical logo he bore until his death, from the predica to the end of the composition of the song of his creature, the first composition of the song in the history of his father, Francesco canta la bellezza di frate sole dal buio della sua cella, cieco e devastato dalla malattia. Nessuno in the story responded to Dio with so much genius creativity. Francesco sapeva incantare il pubblico, fou sterminate, sapeva far ridere, piangere, sapeva cantare, ballare. There’s a real problem with the sound, my lighting isn’t ready, and Francesco will be a very good friend to me. And then the grand finale, death, which evokes brotherhood, almost a more carnal love with Francesco, with “Sora nostra mort corporale, da la quale nullu homo vive pò scappare.” And yet, the audience can avoid this final question; it’s addressed to the head of the theater, which makes confronting the truth, the ultimate, the great taboo of our time, all the more costly. We are not immortal.

Regia note

Lavorare with Giovanni is enthusiastically perched on a volcanic tower and its sound is all good, reciting, dancing, singing, listening and personal design.
Abbiamo lavorato during the prove in quasi-laboratory mode. A volta divided the direction of the story, ognuno proponeva digressioni, suggestioni, invenzioni new. Nessuno imponeva mai nulla, niente era mai definitivo, ma tutto in divenire. And it’s the best way to build a piece of paper, the idea is born of an intuition that is still alive, but it is developed, metabolized and developed in the end but does not take its definitive form. Lo stesso è stato con i musistrati. Therefore, an arrangement is proposed, which does not create a more effective effect. The theater is an art if it is done in earnest, it must be remembered that it brings its competency, sensitivity, hope and when it comes to performance if it is cost-effective, it is the best guarantee of a good result.
Spero che siamo riusciti a raccontare un Francesco bellissimo, meno ieratico et iconico delle grandiose representazioni cinematografiche, ma più umano, fragile, perfectly confused and incapace di portare avanti l’immane compito che si è dato. Sublime and grezzo, immenso and miserrimo, della stessa pasta dei grandi personaggi letterari e teatrali e come loro capace di aprirci grandi interrogativi sulle nostre vite in ogni tempo.
A perfect narration for Giovanni who had the great ability to perform at a very high level with simplicity and entertainment, playing the viola and bass in a seductive story.
Also the musical composition, from the brave Luciano Di Domenico, its state created with the true imagination. Reinventing the medieval world at the end of the day, through variations and modulations, into techno music.
The result of this così tanto lavoro is a spettacolo, credo, unico nel suo genere, pieno di invenzioni narrative, musicali e sceniche per sonorare il nostro formidabile santo che si chiamava Giovanni come Scifoni e Francesco comme me. I don’t know if I’m farlo insieme.

Francesco Ferdinando Brandi

avec Giovanni Scifoni

Musique originale de Luciano Di Giandomenico

Instruments anciens de Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò et Stefano Carloncelli

Regia Francesco Ferdinando Brandi

Une coproduction Teatro Carcano, Mismaonda, Viola Produzioni

Comment se fait-il que le discours de Saint-François d’Assise soit vraiment banal ? Comment se déroule la scène de ce spettacolo sans qu’il y ait une chanson de Jovanotti ?

Il a été nommé par un ateo anticlérical «dimmi un santo che ti piace» lui-même dirigé par: Francesco. Pourquoi tu connais San Francesco? Pourquoi avez-vous des écrits sur la décision de migliaia de testi su di lui? Pourquoi est-ce irrésistible? Et parce qu’il est proprio lui ? Il n’était pas possible de pratiquer le paupérisme. À quelle époque était l’époque de la santé et des mouvements mécaniques qui faisaient que la personne était en plein essor, qui avait ce manteau spécial de la petite ville bourgeoise frikkettone qui avait tout pour se lancer ?

J’avais une spécialité qui était un artiste. Découvrez la plus grande histoire. Le projet sera capolavori folli e visionari. Erano performance du théâtre contemporain. Jouer avec les éléments de la nature, improviser en français, faire tourner la mémoire en chanson de geste, stravolgendone le sens, utiliser le corps, le nu, perfino la propria malattia, la douleur physique et le mutisme.J’avais une spécialité qui était un artiste. Pour la plus grande histoire. Le projet était devenu fou et visionnaire. Erano performance de théâtre contemporain. Jouer avec les éléments de la nature, improviser en français, citant une plaque de mémoire de brani chanson de geste, stravolgendone il senso, utilizzava il corpo, il nudo, perfino la propria malattia, il dolore fisico e il mutismo.

Le 24 décembre 2023, nous avons célébré les 800 ans du prélude de Greccio, la plus géniale (et la plus copiée) invention de Francesco. Ma all’epoca non, ce sera le siae.

Le monologue, orchestré avec les laudi médiévaux et les instruments anciens de Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchiò et Stefano Carloncelli, s’il est remis en question par l’énorme potier persuasif qui génère sa figure pop contemporaine de Francesco, et percorre la vie du pauvre d’Assise et son effort osseux de reconstituer le mistero di Dio dans sa forme originale, à la fin du logo physique qu’il portait jusqu’à sa mort, du prédica à la fin de la composition du chant de sa créature, la première composition du chant de l’histoire de son père, Francesco canta la bellezza di frate sole dal buio della sua cella, cieco e devastato dalla malattia. Nessuno dans l’histoire a répondu à Dio avec tant de créativité géniale. Francesco sapeva incantare il pubblico, fou sterminate, sapeva far ridere, piangere, sapeva cantare, ballare. Il y a un réel problème avec le son, ma lumière n’est pas prête, et Francesco sera un très bon ami pour moi. Et puis le grand final, la mort, qui évoque la fraternité, presque un amour plus charnel avec Francesco, avec Sora nostra mort corporale, da la quale nullu homo vive pò scappare. Et pourtant, le public peut échapper à cette question finale, elle s’adresse à la tête du théâtre, ce qui coûte encore plus cher d’affronter la vérité, l’ultime, le grand tabou de notre époque : non siamo immortali.Note de Regia.

Lavorare avec Giovanni est perché avec enthousiasme sur une tour volcanique et son ambiance est tout simplement parfaite : récitation, danse, chant, écoute et création personnelle.

Abbiamo lavorato during the prove in quasi-laboratory mode. A volta divided the direction of the story, ognuno proponeva digressioni, suggestioni, invenzioni new. Nessuno imponeva mai nulla, niente era mai definitivo, ma tutto in divenire. And it’s the best way to build a piece of paper, the idea is birth of an intuition that is still alive, but it is developed, metabolized and development in the end but without taking its final form. Lo stesso è stato con i musistrati. Therefore, an arrangement is proposed, which does not create a better effect. Le théâtre est un art s’il est fait sérieusement, il ne faut pas oublier qu’il apporte sa compétence, sa sensibilité, son espoir et lorsqu’il s’agit de représentation, s’il est rentable, il est la meilleure garantie d’un bon résultat.

Je pense que nous pouvons raconter un Francesco bellissime, moins hérétique et emblématique des représentations cinématographiques grandioses, mais le plus humain, fragile, parfaitement confus et incapable de porter avant l’immane compito qui est là. Sublime et grezzo, immenso et miserrimo, della stessa pasta dei grand personaggi letterari e teatrali et come loro capace di aprirci grandi interrogativi sulle notre vite in ogni tempo.

Une narration parfaite pour Giovanni qui avait la grande capacité de se produire à un très haut niveau avec simplicité et divertissement, en jouant de l’alto et de la basse dans une histoire séduisante.

Aussi la composition musicale, du courageux Luciano Di Domenico, son état créé avec une véritable imagination. Réinventer le monde médiéval en fin de compte, à travers des variations et des modulations, en musique techno.

Le résultat de ce così tanto lavoro est un spettacolo, un credo, unique dans son genre, un morceau d’inventions narratives, musicales et scéniques pour sonoriser notre formidable saint qui est Chiamava Giovanni comme Scifoni et Francesco comme moi. Je ne sais pas si je suis farlo insieme.

 

Francesco Ferdinando Brandi

16 aprile ore 18 – Foyer del Teatro Massimo di Cagliari

16 aprile ore 18 – Foyer del Teatro Massimo di Cagliari

Lungo le pagine del libro, con uno stile “quasi da romanzo” – eppure documentatissimo, grazie a un lavoro di sintesi basato su una quantità di fonti a stampa e su un vasto apparato di saggi – lo storico e scrittore Luciano Marrocu ripercorre magistralmente le vicende storiche mai disgiunte da quelle umane della città di Cagliari. La narrazione è puntualmente accompagnata dalle immagini, che illustrano con la dovuta ricchezza il paesaggio visibile, avventurandosi però anche a immaginare – con alcune suggestive tavole ricostruttive – quello sprofondato nel sottosuolo o distrutto dalla crudeltà della storia.

Throughout the book, in an almost novel-like style—yet thoroughly documented, thanks to a synthesis based on a wealth of printed sources and a vast array of essays—historian and writer Luciano Marrocu masterfully traces the historical and human events of the city of Cagliari. The narrative is punctually accompanied by images, which richly illustrate the visible landscape, while also venturing to imagine—with some evocative reconstructions—the landscape submerged underground or destroyed by the cruelty of history.

Tout au long de l’ouvrage, dans un style quasi romanesque – pourtant rigoureusement documenté grâce à une synthèse puisant dans une multitude de sources imprimées et un vaste ensemble d’essais –, l’historien et écrivain Luciano Marrocu retrace avec maestria l’histoire et l’humanité de la ville de Cagliari. Le récit est ponctué d’images qui illustrent avec richesse le paysage visible, tout en s’aventurant, à travers des reconstitutions saisissantes, à imaginer le paysage englouti sous terre ou ravagé par les ravages de l’histoire.

11 aprile ore 17.30 – Foyer del Teatro Massimo di Cagliari

11 aprile ore 17.30 – Foyer del Teatro Massimo di Cagliari

L’opera è un romanzo che narra il difficile processo di crescita di una giovane donna ossessionata dal cibo. La storia si svolge tra gli anni Ottanta e Novanta, in un quartiere periferico di Cagliari. Personaggi, avvenimenti e luoghi, seppure questi parzialmente, sono frutto dell’immaginazione. Ispirato alla realtà, tutti si possono riconoscere in questo racconto, perché ci si interroga su tanti aspetti della nostra esistenza: a partire dal rapporto che ognuno di noi ha col proprio corpo e col cibo, che è anche nutrimento emotivo; e ancora, su cosa sia realmente la bellezza. Traspare una visione precisa di cosa siano l’amicizia, l’amore e,
soprattutto, la famiglia; quella famiglia che va oltre le pareti domestiche e abbraccia affetti importanti.
La vita della protagonista si interseca con le storie dei suoi riferimenti affettivi in un costante dialogo tra emozioni crude e momenti di tenerezza, ironia e malinconia. È una storia di dolore e rinascita.

The work is a novel that narrates the difficult coming-of-age journey of a young woman obsessed with food. The story takes place between the 1980s and 1990s, in a suburban neighborhood of Cagliari. The characters, events, and places, even if only partially, are the product of imagination. Inspired by reality, everyone can identify with this story, as it questions so many aspects of our existence: starting with the relationship each of us has with our bodies and with food, which is also emotional nourishment; and also, what beauty truly is. A precise vision of friendship, love, and, above all, family shines through; that family that transcends the domestic walls and embraces important loved ones. The protagonist’s life intersects with the stories of her loved ones in a constant dialogue of raw emotions and moments of tenderness, irony, and melancholy. It is a story of pain and rebirth.

Ce roman relate le difficile passage à l’âge adulte d’une jeune femme obsédée par la nourriture. L’histoire se déroule dans les années 1980 et 1990, dans un quartier résidentiel de Cagliari. Les personnages, les événements et les lieux, même partiellement, sont le fruit de l’imagination. Inspirée par la réalité, cette histoire est universelle et interroge de nombreux aspects de notre existence : à commencer par notre rapport à notre corps et à la nourriture, qui est aussi un réconfort émotionnel ; et par la véritable nature de la beauté. Une vision juste de l’amitié, de l’amour et, surtout, de la famille transparaît ; une famille qui transcende les murs du foyer et embrasse les êtres chers. La vie de la protagoniste s’entremêle avec celles de ses proches dans un dialogue constant d’émotions brutes et de moments de tendresse, d’ironie et de mélancolie. C’est une histoire de souffrance et de renaissance.