Aldo Cazzulo e Moni Ovadia – Romanzo della Bibbia

Aldo Cazzulo e Moni Ovadia – Romanzo della Bibbia

con Aldo Cazzullo e Moni Ovadia

produzione Corvino produzioni – CTB Centro teatrale bresciano

 

Una storia narrata a due voci: Aldo Cazzullo racconta e Moni Ovadia lo accompagna con letture, interventi e canti.

Le musiche – che spazieranno dal sacro al contemporaneo – saranno a cura di Michele Gazich.

Il racconto toccherà alcuni degli episodi e dei personaggi più noti dell’Antico Testamento: dalla Creazione a Sodoma e Gomorra, da Adamo ed Eva all’Arca di Noè, da Abramo fino alla profezia di Isaia che preannuncia e lascia intravedere l’arrivo del Messia.

C’è una cosa che rimane sempre uguale: la trama. Il sugo di tutta la storia. Il romanzo della Bibbia. La grande vicenda degli uomini vissuti sotto lo sguardo di Dio, da Adamo fino ai nostri padri, le origini della nostra cultura.

 

ALDO CAZZULLO

Entra a La Stampa come praticante nel 1988.[1] Nel 1998 si trasferisce a Roma. Nel 2003, dopo quindici anni a La Stampa, passa al Corriere della Sera dove è inviato speciale ed editorialista. Ha raccontato i principali avvenimenti italiani e internazionali degli ultimi 25 anni, in particolare le elezioni di Chirac, Erdogan, Bush, Abu Mazen, Netanyahu, Sarkozy, Obama, Cameron, Hollande, Trump, Macron, Sanchez, Johnson, oltre ai referendum sull’Europa, da quello francese su Maastricht (1992) alla Brexit.

Ha seguito cinque edizioni dei Giochi Olimpici (Atene 2004, Torino 2006, Pechino 2008, Londra 2012, Rio 2016) e cinque Mondiali di calcio, compresa la vittoria degli Azzurri in Germania nel 2006. Ha intervistato Bill Gates, Steven Spielberg, Keith Richards, Jacques Le Goff, Don De Lillo, Mario Vargas Llosa, Daniel Day Lewis, Gérad Depardieu, Nigel Farage, Marine Le Pen e Rafael Nadal oltre ai protagonisti della vita pubblica italiana.

Ha dedicato oltre venti libri alla storia e all’identità italiana, sia in chiave critica – come Outlet Italia (2007), L’Italia de noantri (2009) – sia in difesa della storia e delle potenzialità del nostro Paese. Viva l’Italia! (2010), Basta piangere! (2013), Possa il mio sangue servire (2015), Metti via quel cellulare (2017), scritto con i figli, hanno tutti superato le centomila copie; La guerra dei nostri nonni le duecentomila. Dal 10 gennaio 2017 è titolare della rubrica delle lettere del Corriere della Sera, succedendo a Sergio Romano[3]. Il 19 settembre 2018 esce Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione, edito da Mondadori.

Nel 2020 pubblica “A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia”, grande successo editoriale da oltre 250.000 copie vendute, destinato a diventare uno spettacolo teatrale portato in scena con il cantante Piero Pelù a partire da giugno 2021

 

MONI OVADIA

Moni Ovadia – Uomo di teatro, attivista dei diritti civili e sociali

Nato a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita, alla fine degli anni ’40 si trasferisce a Milano con la famiglia.

Formatosi come cantante di musica popolare sotto la guida di Roberto Leydi col gruppo Ensemble Havadià, nel 1984 si dedica al teatro avviando una serie di collaborazioni con numerose personalità della scena tra cui Pier’Alli, Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Giorgio Marini, Franco Parenti. È questa per Moni Ovadia, l’occasione di fondere le proprie esperienze di attore e di musicista, dando vita alla proposta di un “teatro musicale” lungo il quale ancora oggi opera la sua ricerca espressiva.

Nel 1993 con Oylem Goylem, una creazione di teatro musicale in forma di cabaret, Ovadia si impone all’attenzione del grande pubblico e della critica giornalistica.

A questo spettacolo ne seguiranno molti altri quali Dybbuk, Ballata di fine millennioIl caso Kafka, Mame,mamele,mamma,mamà… Il Banchiere errante, L’Armata a cavallo, Le storie del Sig.Keuner, Il Violinista sul tetto, la Bella utopia, solo per citarne alcuni, fino ai più recenti “Le Supplici” di Eschilo, “Liolà” di Luigi Pirandello e “Dio ride, nish koshe”.

Per il cinema ha lavorato con Nanni Moretti, Mario Monicelli,  Roberto Andò, Roberto Faenza e altri.

Radio, dischi, libri, lezioni universitarie, fanno da contrappunto alla sua attività principale.

Per 5 anni è stato Direttore Artistico di Mittelfest (Festival della cultura mitteleuropea) di Cividale del Friuli. Dal mese di marzo 2021 è Direttore della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.

Nel corso di questi anni gli sono stati conferiti numerosi premi alla carriera e all’impegno civile tra i quali, come egli stesso ama ricordare, il “Sigillo per la pace”, conferitogli dalla città di Firenze, il “Premio Franco Enriquez” per l’impegno civile, il “Premio Speciale UBU 1996” per la sperimentazione teatrale, il “Premio Govi” dalla città di Genova e nel 2009 dal Presidente della Repubblica Italiana il Premio De Sica per il teatro e nel 2010 il prestigioso Premio Musatti dalla Società Psicoanalitica Italiana.

Moni Ovadia, oggi è considerato uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura ed artisti della scena italiana. Il suo teatro musicale, ispirato alla cultura yiddish che ha contribuito a fare conoscere e di cui ha dato una lettura contemporanea, è unico nel suo genere, in Italia ed in Europa. Il suo pubblico abbraccia tutte le generazioni.

E’ anche noto per il suo costante impegno etico e civile a sostegno dei diritti e della pace.

Otello

Otello

con Giuseppe Cederna nel ruolo di IAGO

con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Lucia Socci, Lorenzo Carmagnini, Riccardo Naldini, Elisa Proietti

traduzione e adattamento Francesco Niccolini

regia Emanuele Gamba

produzione Arca Azzurra

C’è un meraviglioso cortometraggio di Pier Paolo Pasolini, si chiama ‘Che cosa sono le nuvole: tutto Otello in venti minuti’. Uno strano Otello: Domenico Modugno canta e fa un monnezzaro, che in un teatrino di borgata butta via delle marionette vecchie. Totò è una di queste marionette ed è Iago. Ninetto Davoli invece è la nuova marionetta che impersona Otello, inesperto, totalmente incapace di comprendere la storia che deve interpretare e capirne il senso. Un capolavoro di poesia e innocenza, dove compaiono Franco e Ciccio, Adriana Asti giovanissima e Laura Betti nel ruolo di una Desdemona, matura e in carne, felice di farsi schiaffeggiare da Otello. Il nostro Otello è ispirato a Pasolini, e rivive all’interno di una compagnia matura, consumata dai palcoscenici e dal tempo, che sulla scena insegue fantasmi. C’è un nuovo monnezzaro, che ricorda il portiere di Macbeth e che, da custode dell’inferno, veste i panni del demoniaco Iago: sotto gli occhi degli spettatori si svela un meccanismo teatrale comico e grottesco, feroce e cattivo. È la corte dei miracoli che spalanca le porte della tragedia del Moro di Venezia e della bella Desdemona: tragedia surreale e ridicola, fatta di tradimenti, sospetti e gelosie. Iago – per amore di Desdemona o per amore del Teatro chissà – allestisce un labirinto, quello della mente del Moro in cui finte parole accendono passioni vere che portano dritte a epiloghi di morte; e ancora una volta vince la parola, il verbo, il logos, che squarciano il cielo come tuoni, fulmini e saette che traversano la scena inseguendosi vorticosi nel vento.

With Giuseppe Cederna as IAGO

With Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Lucia Socci, Lorenzo Carmagnini, Riccardo Naldini, and Elisa Proietti

Translation and adaptation by Francesco Niccolini

Directed by Emanuele Gamba Production by Arca Azzurra

There’s a wonderful short film by Pier Paolo Pasolini called “What Are Clouds?: All of Othello in Twenty Minutes.” A strange Othello: Domenico Modugno sings and plays a garbage man, throwing away old puppets in a small-town theater. Totò is one of these puppets, Iago. Ninetto Davoli, on the other hand, is the new puppet who plays Othello, inexperienced, totally incapable of understanding the story he’s supposed to interpret and grasping its meaning. A masterpiece of poetry and innocence, featuring Franco and Ciccio, a very young Adriana Asti, and Laura Betti in the role of a mature and plump Desdemona, happy to be slapped by Othello. Our Othello is inspired by Pasolini, and comes to life within a mature company, worn by the stage and time, that chases ghosts on stage.There’s a new trash collector, reminiscent of Macbeth’s doorman, who, as guardian of hell, takes on the guise of the demonic Iago: before the spectators’ eyes, a theatrical mechanism, comical and grotesque, ferocious and evil, unfolds. It is the court of miracles that opens the doors to the tragedy of the Moor of Venice and the beautiful Desdemona: a surreal and ridiculous tragedy, rife with betrayal, suspicion, and jealousy. Iago—for love of Desdemona or for love of the theater, who knows—builds a labyrinth, that of the Moor’s mind, in which false words ignite real passions that lead straight to death; and once again, the word, the verb, the logos, prevail, renting the sky like thunder, lightning, and thunderbolts that cross the stage, chasing each other in a whirlwind.

Avec Giuseppe Cederna dans le rôle d’IAGO

Avec Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Lucia Socci, Lorenzo Carmagnini, Riccardo Naldini et Elisa Proietti

Traduction et adaptation de Francesco Niccolini

Réalisé par Emanuele Gamba Production par Arca Azzurra

Il existe un court-métrage merveilleux de Pier Paolo Pasolini intitulé « Que sont les nuages ? : Tout Othello en vingt minutes ». Un Othello étrange : Domenico Modugno chante et joue un éboueur, jetant de vieilles marionnettes dans un petit théâtre de province. Totò est l’une de ces marionnettes, Iago. Ninetto Davoli, quant à lui, est la nouvelle marionnette qui joue Othello, inexpérimentée, totalement incapable de comprendre l’histoire qu’elle est censée interpréter et d’en saisir le sens. Un chef-d’œuvre de poésie et d’innocence, avec Franco et Ciccio, une très jeune Adriana Asti, et Laura Betti dans le rôle d’une Desdémone mûre et plantureuse, ravie de recevoir une gifle d’Othello. Notre Othello, inspiré par Pasolini, prend vie au sein d’une troupe chevronnée, marquée par le temps et l’expérience, qui poursuit des fantômes sur scène. Un nouveau venu, éboueur évoquant le portier de Macbeth, se métamorphose en gardien des enfers, prenant les traits du démoniaque Iago : sous les yeux des spectateurs se déploie un mécanisme théâtral à la fois comique et grotesque, féroce et maléfique. C’est la cour des miracles qui ouvre les portes à la tragédie du Maure de Venise et de la belle Desdémone ou, par amour du théâtre, qui sait, il construit un labyrinthe, celui de l’esprit du Maure, où de faux mots enflamment de véritables passions qui mènent tout droit à la mort ; et une fois encore, le mot, le verbe, le logos, prévalent, déchirant le ciel comme le tonnerre, les éclairs et les coups de foudre qui traversent la scène, se poursuivant les uns les autres dans un tourbillon.

Marco Travaglio – I MIGLIORI DANNI DELLA NOSTRA VITA | III STAGIONE

Marco Travaglio – I MIGLIORI DANNI DELLA NOSTRA VITA | III STAGIONE

Lo spettacolo di Marco Travaglio

Marco Travaglio racconta, nel consueto stile satirico, gli ultimi anni di storia italiana: ovvero come i poteri marci della politica, della finanza e della sottostante “informazione” hanno ribaltato il voto degli italiani ogni volta che chiedevano un cambiamento e l’hanno trasformato in restaurazione, facendo risorgere l’Ancien Régime nelle forme più varie: quelle tecnocratiche di Monti e Draghi, quelle finto-progressiste di Letta e Renzi, quella destrorsa di Meloni&C. risorta dopo il Conticidio, cioè il rovesciamento dell’unica formula di buon governo in grado di battere la destra.

Sullo sfondo, l’eterna sovranità limitata dell’Italia genuflessa ai falchi europei e agli Stati Uniti, che ci trascinano regolarmente in guerra contro i nostri interessi a suon di bugie: da quelle sui ceti più deboli da colpire per far quadrare i bilanci dei ricchi e dei ladri, a quelle sull’Ucraina, la Russia, Israele, Hamas e la Cina.

coordinatore tecnico Giordano Gelati
scenografia Giorgia Ricci
direttore della fotografia Mauro Ricci
distribuzione EpochéArteventi
Loft Produzioni Srl per SEIF – Società Editoriale Il Fatto

Marco Travaglio’s Show

Marco Travaglio recounts, in his usual satirical style, the last few years of Italian history: how the rotten powers of politics, finance, and the underlying “information” have overturned the Italian vote every time they demanded change, transforming it into a restoration, resurrecting the Ancien Régime in a variety of forms: the technocratic ones of Monti and Dr the faux-progressive ones of Letta and Renzi, the right-wing one of Meloni & Co.,

reborn after the Conticide, the reversal of the only formula for good governance capable of defeating the right. In the background, the eternally limited sovereignty of Italy, bowing to European hawks and the United States, who regularly drag us into war against our interests with lies: from those about targeting the weakest classes to balance the budgets of the rich and thieves, to those about Ukraine, Russia, Israel, Hamas, and China.

Technical coordinator Giordano Gelati Set design Giorgia Ricci Director of photography Mauro Ricci Distribution EpochéArteventi Loft Produzioni Srl for SEIF – Società Editoriale Il Fatto.

L’émission de Marco Travaglio

Marco Travaglio revient, dans son style satirique habituel, sur les dernières années de l’histoire italienne : comment les forces corrompues de la politique, de la finance et de l’« information » sous-jacente ont perverti le vote italien à chaque fois qu’elles ont exigé un changement, le transformant en une restauration, ressuscitant l’Ancien Régime sous diverses formes :

les régimes technocratiques de Monti et Draghi, les faux progressistes de Letta et Renzi, et le régime de droite de Meloni et consorts, renaissant après le Conticide, renversement de la seule formule de bonne gouvernance capable de vaincre la droite. En toile de fond, la souveraineté éternellement limitée de l’Italie, soumise aux faucons européens et aux États-Unis, qui nous entraînent régulièrement dans des guerres contraires à nos intérêts par des mensonges :

qu’il s’agisse de ceux qui prétendent cibler les classes les plus vulnérables pour équilibrer les budgets des riches et des voleurs, ou de ceux concernant l’Ukraine, la Russie, Israël, le Hamas et la Chine. Coordinateur technique Giordano Gelati Scénographie Giorgia Ricci Directeur de la photographie Mauro Ricci Distribution EpochéArteventi Loft Produzioni Srl pour SEIF – Società Editoriale Il Fatto.

 

La fisica che ci piace – Vincenzo Schettini

La fisica che ci piace – Vincenzo Schettini

LA FISICA CHE CI PIACE|

PROF.VINCENZO SCHETTINI|

In tutta Italia sono milioni le persone che seguono le lezioni di fisica dell’istrionico professor Vincenzo Schettini, tra Instagram, Facebook, You Tube e TikTok. Un fenomeno che è esploso in pochi anni, da quando nel 2017 Schettini, una laurea in Fisica, docente alle superiori, ha deciso di postare il suo primo video che è diventato oggi virale. Il suo segreto? La capacità davvero unica di empatizzare con tutti, possibile grazie alla sensibilità da insegnante sempre pronto a sottolineare l’amore e la passione verso la propria materia. La sua simpatia travolgente e la sua competenza scientifica non solo hanno ispirato migliaia di studenti, ma hanno pure conquistato il cuore di un pubblico molto più vasto: bambini, genitori, altri insegnanti. Insomma, Vincenzo Schettini è davvero un prof amato proprio da tutti! “Vorrei tanto un prof come lei!“, “Grazie perché mio figlio è tornato a studiare“, sono i messaggi che riceve più spesso. Adesso il Prof Schettini approda finalmente a teatro, trasformando il palcoscenico in una grande aula scolastica, in cui gli spettatori diventano allievi e saranno immersi in una lezione talmente affascinante da diventare uno show travolgente. Tra esperimenti di fisica e suggestioni che questa magnifica materia può avere nel nostro quotidiano, il pubblico verrà coinvolto in un’esperienza teatrale unica e immersiva. Perché la fisica, raccontata col talento del Prof. Schettini, è davvero uno spettacolo!

DURATA: 2 ore senza intervallo

biglietteria@cedacsardegna.it

Millions of people across Italy follow the physics lessons of the charismatic Professor Vincenzo Schettini on Instagram, Facebook, YouTube, and TikTok. A phenomenon that has exploded in just a few years, ever since 2017 when Schettini, a physics graduate and high school teacher, decided to post his first video, which has now gone viral. His secret? A truly unique ability to connect with everyone, made possible by his sensitivity as a teacher who always highlights his love and passion for his subject. His infectious enthusiasm and scientific expertise have not only inspired thousands of students but have also won the hearts of a much wider audience: children, parents, and other teachers. In short, Vincenzo Schettini is a professor loved by everyone! “I wish I had a teacher like you!”, “Thank you, because my son has started studying again”—these are the messages he receives most often. Now, Professor Schettini finally takes to the stage, transforming the theater into a giant classroom, where the audience becomes students, immersed in a lesson so fascinating that it turns into a thrilling show. With physics experiments and the wonder that this incredible subject brings to our everyday lives, the audience will be drawn into a unique and immersive theatrical experience. Because physics, when told with the talent of Professor Schettini, truly becomes a spectacle!

Des millions de personnes à travers l’Italie suivent les cours de physique du charismatique professeur Vincenzo Schettini sur Instagram, Facebook, YouTube et TikTok. Un phénomène qui a explosé en quelques années, depuis 2017, lorsque Schettini, diplômé en physique et enseignant au lycée, a décidé de publier sa première vidéo, qui est aujourd’hui devenue virale. Son secret ? Une capacité unique à créer un lien avec tout le monde, rendue possible par sa sensibilité d’enseignant, toujours prêt à souligner son amour et sa passion pour sa matière. Son enthousiasme contagieux et son expertise scientifique ont non seulement inspiré des milliers d’élèves, mais ont aussi conquis le cœur d’un public beaucoup plus large : enfants, parents, et autres enseignants. En bref, Vincenzo Schettini est un professeur aimé de tous ! « J’aimerais tellement avoir un prof comme vous ! », « Merci, car mon fils s’est remis à étudier »—voilà les messages qu’il reçoit le plus souvent. Aujourd’hui, le Professeur Schettini arrive enfin au théâtre, transformant la scène en une immense salle de classe où les spectateurs deviennent des élèves, plongés dans une leçon si captivante qu’elle se transforme en un spectacle électrisant. Entre expériences de physique et émerveillement face à cette magnifique discipline dans notre quotidien, le public sera entraîné dans une expérience théâtrale unique et immersive. Car la physique, racontée avec le talent du Professeur Schettini, devient véritablement un spectacle !

Luca Telese – La Scorta di Enrico

Luca Telese – La Scorta di Enrico

La scorta di Enrico

Quando i supereroi lavoravano per il Pci

liberamente tratto dal bestseller di Luca Telese La scorta di Enrico

Testi di Luca Telese

con Francesco Freyrie, Michela Gallio, Andrea Zalone

Lo spettacolo racconta, attraverso la vita e la drammatica morte di Enrico Berlinguer – leader tra i più amati e rimpianti d’Italia – la storia di un popolo, quello “della sinistra” : in un certo senso, la storia stessa del nostro paese. Luca Telese fa parlare gli uomini che hanno accompagnato Berlinguer nella sua vita e nella sua missione. Accanto a loro i fatti, i testimoni, i documenti senza rinunciare alla densità dei sentimenti legato alle grandi narrazioni, a scorci preziosi sul Berlinguer privato e ricostruzioni di eventi che hanno scosso il mondo, dalla primavera di Praga al golpe cileno, al delitto Moro, il terremoto in Irpinia, i funerali di Andropov; e in questa temperie le scelte e le parole di un uomo che seppe attraversare un tempo difficile “senza mai perdere gli ideali della propria giovinezza”.

Così, nei 75 minuti di questa emozionante narrazione, si sorride, si ricorda, si inghiottono lacrime e si trova ispirazione per il futuro: “Non c’è apologia, e nemmeno agiografia in questo racconto: solo un’asciutta e preziosa esattezza, in cui la normalità di quella classe dirigente, rispetto alla irresponsabile follia di quella presente, sembra davvero un bene rifugio” scrive Luca Telese, che unendo la sua voce a quelle degli uomini della scorta, dei figli di Enrico, dei preziosi archivi dell’epoca, costruisce il racconto corale di una stagione insieme perduta e attualissima. Perché la storia non è finita e le sfide che non solo la sinistra ma l’Italia tutta si trova davanti arrivano dritte da quei giorni: «quello emesso dalla scorta di Berlinguer non è il sospiro nostalgico per un passato che non tornerà mai: è il seme di una storia che oggi può far nascere nuovi frutti con il suo esempio. Una, dieci, mille, scelte di vita.»

The show tells the story of a people—the “left-wing” people—and, in a way, the story of Italy itself, through the life and dramatic death of Enrico Berlinguer, one of the most beloved and mourned leaders in the country. Luca Telese gives voice to the men who accompanied Berlinguer in his life and mission. Alongside them are facts, witnesses, and documents, without sacrificing the emotional depth of great storytelling, offering valuable glimpses into Berlinguer’s private life and reconstructions of events that shook the world: from the Prague Spring to the Chilean coup, the Moro murder, the Irpinia earthquake, and Andropov’s funeral. In this historical whirlwind, we see the choices and words of a man who faced difficult times “without ever losing the ideals of his youth.”

Thus, in the 75 minutes of this moving narrative, we smile, we remember, we swallow tears, and we find inspiration for the future: “There is no apology, nor hagiography in this story—only a dry and precious accuracy, in which the normality of that ruling class, compared to the reckless folly of the present one, seems like a true safe haven,” writes Luca Telese. By blending his voice with those of Berlinguer’s bodyguards, his children, and the invaluable archives of the time, he constructs a choral account of a season both lost and strikingly relevant. Because history is not over, and the challenges that not only the left but all of Italy faces today stem directly from those days: “The sigh of Berlinguer’s bodyguards is not the nostalgic yearning for a past that will never return; it is the seed of a story that can still bear new fruit through his example. One, ten, a thousand life choices.”

Le spectacle raconte l’histoire d’un peuple – le peuple « de gauche » – et, en un sens, l’histoire même de l’Italie, à travers la vie et la mort tragique d’Enrico Berlinguer, l’un des leaders les plus aimés et regrettés du pays. Luca Telese donne la parole aux hommes qui ont accompagné Berlinguer dans sa vie et sa mission. À leurs côtés, des faits, des témoins, des documents, sans renoncer à l’intensité des émotions propres aux grands récits, avec des aperçus précieux de la vie privée de Berlinguer et des reconstitutions d’événements qui ont bouleversé le monde : du Printemps de Prague au coup d’État chilien, de l’assassinat de Moro au tremblement de terre en Irpinia, aux funérailles d’Andropov. Dans cette tempête historique, apparaissent les choix et les paroles d’un homme qui a su traverser une époque difficile « sans jamais perdre les idéaux de sa jeunesse ».

Ainsi, pendant ces 75 minutes de narration poignante, on sourit, on se souvient, on ravale ses larmes et on trouve une inspiration pour l’avenir : « Il n’y a ni apologie, ni hagiographie dans ce récit : seulement une exactitude précieuse et épurée, où la normalité de cette classe dirigeante, face à la folie irresponsable de celle d’aujourd’hui, semble être un véritable refuge », écrit Luca Telese. En mêlant sa voix à celles des hommes de la garde rapprochée de Berlinguer, de ses enfants et des précieuses archives de l’époque, il construit un récit choral d’une époque à la fois révolue et d’une actualité brûlante. Car l’histoire n’est pas terminée, et les défis auxquels non seulement la gauche, mais toute l’Italie doit faire face aujourd’hui, viennent directement de ces jours-là : « Le soupir de la garde rapprochée de Berlinguer n’est pas un regret nostalgique d’un passé qui ne reviendra jamais ; c’est la graine d’une histoire qui peut encore faire éclore de nouveaux fruits grâce à son exemple. Un, dix, mille choix de vie. »