La Vedova scaltra rappresenta, nella drammaturgia di Carlo Goldoni, il primo vero e decisivo passo verso la Riforma. È il punto di passaggio da un teatro ancora legato alla pastorale e alle maschere a un teatro nuovo, dominato dalla psicologia, dall’osservazione del reale, da ciò che oggi chiameremmo il carattere della modernità. Con questo testo Goldoni comincia a sostituire i tipi con le persone, le astrazioni con gli individui, aprendo la strada a un teatro che parla dell’uomo e del suo tempo.
La Vedova scaltra è una macchina comica perfetta. Certo, è la prova generale della Locandiera, ma è anche molto di più: è la prova generale di un’idea di emancipazione, di una donna che pensa, sceglie, governa il desiderio e il sentimento. Un tema che, mai come di questi tempi, risuona con una forza sorprendente. Qui l’intelligenza femminile non è ornamento, ma motore dell’azione; non è eccezione, ma regola.
Ma La Vedova scaltra è soprattutto il racconto della giovinezza del mondo. È l’immagine di una Repubblica di Venezia ancora viva, luminosa, pronta — sì, è una scelta — a morire per sempre dentro la bellezza sovrumana della propria immortalità. È un’avventura d’amore, un’avventura di cappa e di spada, un viaggio dentro le volute tenere dell’amicizia e del conflitto, del gioco e della verità.
In questo incontro, Caterina Murino, interprete dello spettacolo teatrale, dialoga con la giornalista Alessandra Menesini attorno a La Vedova scaltra come testo fondativo della modernità goldoniana, come luogo in cui prendono forma l’ironia, la grazia, la precisione morale e una profonda fiducia nell’intelligenza umana.
Perché La Vedova scaltra non è soltanto un’opera di Goldoni: La Vedova scaltra è Carlo Goldoni.
In Carlo Goldoni’s playwrightship, The Wise Widow represents the first true and decisive step toward the Reformation. It marks the transition from a theater still tied to pastoralism and masks to a new theater, dominated by psychology, the observation of reality, and what we would today call the character of modernity. With this play, Goldoni begins to replace types with people, abstractions with individuals, paving the way for a theater that speaks of humanity and its times.
The Widow of the Cunning is a perfect comic machine. Sure, it’s the dress rehearsal for The Innkeeper, but it’s also much more: it’s the dress rehearsal for an idea of emancipation, for a woman who thinks, chooses, and governs desire and emotion. A theme that, now more than ever, resonates with surprising force. Here, female intelligence isn’t an ornament, but the driving force; it’s not the exception, but the rule.
But The Wise Widow is above all a tale of the world’s youth. It is the image of a Venetian Republic still alive, luminous, ready—yes, it is a choice—to die forever within the superhuman beauty of its own immortality. It is a love adventure, a cloak-and-dagger adventure, a journey into the tender folds of friendship and conflict, of play and truth.
In this meeting, Caterina Murino, a performer in the play, discusses The Shrewd Widow with journalist Alessandra Menesini as a foundational text of Goldoni’s modernity, a place where irony, grace, moral precision, and a profound faith in human intelligence take shape. Because The Shrewd Widow isn’t just a play by Goldoni: The Shrewd Widow is Carlo Goldoni.
Dans l’œuvre dramatique de Carlo Goldoni, La Veuve sage représente le premier pas véritable et décisif vers la Réforme. Elle marque la transition d’un théâtre encore attaché au pastoralisme et aux masques à un théâtre nouveau, dominé par la psychologie, l’observation du réel et ce que nous appellerions aujourd’hui le caractère de la modernité. Avec cette pièce, Goldoni commence à substituer des personnages aux figures humaines, des abstractions aux individus, ouvrant la voie à un théâtre qui parle de l’humanité et de son époque.
La Veuve rusée est une machine comique imparable. Certes, c’est la répétition générale de L’Aubergiste, mais c’est aussi bien plus : c’est la répétition générale d’une idée d’émancipation, d’une femme qui pense, choisit et maîtrise ses désirs et ses émotions. Un thème qui, aujourd’hui plus que jamais, résonne avec une force surprenante. Ici, l’intelligence féminine n’est pas un ornement, mais le moteur ; elle n’est pas l’exception, mais la règle.
Mais La Veuve Sage est avant tout un récit sur la jeunesse du monde. C’est l’image d’une République de Venise encore vivante, rayonnante, prête – oui, c’est un choix – à mourir à jamais dans la beauté surhumaine de sa propre immortalité. C’est une aventure amoureuse, une aventure d’espionnage, un voyage au cœur des liens tendres de l’amitié et du conflit, du jeu et de la vérité.
Dans cette rencontre, Caterina Murino, comédienne dans la pièce, discute avec la journaliste Alessandra Menesini de La Veuve perspicace, texte fondateur de la modernité de Goldoni, où se conjuguent ironie, grâce, rigueur morale et une profonde foi en l’intelligence humaine. Car La Veuve perspicace n’est pas seulement une pièce de Goldoni : La Veuve perspicace, c’est Carlo Goldoni.
Shakespeare ha inventato le sue storie per rappresentarle in scena, ma nelle pieghe delle sue parole si nascondono molti segreti che non sempre il teatro riesce a mostrare. I tre racconti shakespeariani di Nicola Fano puntano a rivelare qualcuno di questi segreti, qualche aspetto meno noto delle vicende inventate dal grande drammaturgo inglese. Più della gelosia, per esempio, a Shakespeare interessava l’inettitudine politica di Otello che si faceva abbindolare da cattivi consiglieri… E che dire di Macbeth e signora, la coppia più “innamorata” del canone shakespeariano, l’unica che chiami “amore” il proprio compagno e che per troppo amore, appunto, scivola nella violenza e nella pazzia? E, infine, c’è Riccardo III, il re sanguinario che, guarda caso, viene sconfitto dal nonno della Regina Elisabetta…
Shakespeare si rivolgeva al suo pubblico, appunto, ma sapeva che per parlare a tutti (compresi i suoi posteri) non serviva ricamare sui personaggi ma riflettere sui sentimenti: Otello, Macbeth e Riccardo III muoiono, ma i loro sentimenti restano nei secoli.
I tre racconti shakespeariani, dunque, saranno come un pro-memoria narrativo per entrare nel cuore del mondo di Shakespeare e scoprire che quelle vicende, quelle passioni e quegli intrecci non riguardano solo gli inglesi a cavallo tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, ma riguardano anche tutti noi, oggi, cittadini del Terzo Millennio.
Otello, scritto probabilmente nel 1604, è la storia paradigmatica di un femminicidio, in quanto tale tragicamente attuale. Ma è anche un’invettiva sulla cattiva politica e sulla filosofia del male: Iago conduce Otello alla follia per dimostrare il potere della ragione sul Caso. Ma la morte di Desdemona dimostra il contrario!
Macbeth, scritto probabilmente tra il 1605 e il 1606, ancora più di Amleto è la tragedia della modernità, quella in cui le certezze di stampo classico («il bello è buono») vengono travolte dai dubbi di Macbeth presto risolti in crimine proprio dall’incapacità di riflettere sulla vita. E infatti le streghe che aprono il testo cantano «Il brutto è bello, il bello è brutto»: ormai la confusione regna su tutto.
Modalità di partecipazione:
La partecipazione alle lezioni è gratuita, con prenotazione obbligatoria e versamento di una cauzione di € 5, che verrà restituita alla fine degli incontri.
È richiesta la partecipazione a tutti e tre gli appuntamenti (16, 17 e 18 marzo) e all’incontro conclusivo del 19 marzo.
È inoltre consigliata la visione dello spettacolo Riccardo III, in scena al Teatro Massimo dal 18 al 22 marzo.
Per i partecipanti alle lezioni, il biglietto avrà un costo agevolato. Per iscriversi scrivere a biglietteria@cedacsardegna.it. Per info 345/4894565.
Shakespeare invented his stories to represent them on stage, but hidden within his words are many secrets that the theater doesn’t always reveal. Nicola Fano’s three Shakespearean tales aim to reveal some of these secrets, some lesser-known aspects of the events invented by the great English playwright. More than jealousy, for example, Shakespeare was interested in the political ineptitude of Othello, who allowed himself to be duped by bad advisors… And what about Macbeth and his wife, the most “in love” couple in the Shakespearean canon, the only one who calls their partner “love” and who, through too much love, descends into violence and madness? And finally, there’s Richard III, the bloodthirsty king who, coincidentally, is defeated by Queen Elizabeth’s grandfather… Shakespeare was addressing his audience, but he knew that to speak to everyone (including his descendants), it wasn’t necessary to embellish the characters but to reflect on their feelings: Othello, Macbeth, and Richard III die, but their feelings endure through the centuries.
The three Shakespearean tales, therefore, serve as a narrative reminder to enter the heart of Shakespeare’s world and discover that those events, those passions, and those plots not only concern the English between the late sixteenth and early seventeenth centuries, but also concern all of us today, citizens of the third millennium. Othello, probably written in 1604, is the paradigmatic story of a femicide, tragically timely as such. But it is also a rant against bad politics and the philosophy of evil: Iago drives Othello to madness to demonstrate the power of reason over Chance. But Desdemona’s death proves the opposite! Macbeth, probably written between 1605 and 1606, is even more than Hamlet the tragedy of modernity, one in which classical certainties (“the beautiful is good”) are overwhelmed by Macbeth’s doubts, soon resolved into crime by his inability to reflect on life. And in fact the witches who open the text sing “The ugly is beautiful, the beautiful is ugly”: confusion now reigns over everything.
How to participate:
The classes are free, but reservations are required and a €5 deposit is required, which will be refunded at the end of the sessions.
Attendance is required for all three sessions (March 16, 17, and 18) and the final session on March 19. A performance of Richard III, running at the Teatro Massimo from March 18 to 22, is also recommended. Discounted ticket prices will be available for class participants. To register, please email biglietteria@cedacsardegna.it. For information, call 345/4894565.
Shakespeare inventait ses histoires pour les porter à l’écran, mais ses mots recèlent bien des secrets que le théâtre ne dévoile pas toujours. Les trois contes shakespeariens de Nicola Fano s’attachent à révéler certains de ces secrets, des aspects méconnus des événements imaginés par le grand dramaturge anglais. Plus que la jalousie, par exemple, Shakespeare s’intéressait à l’ineptie politique d’Othello, qui se laissa berner par de mauvais conseillers… Et que dire de Macbeth et de sa femme, le couple le plus « amoureux » du répertoire shakespearien, les seuls à appeler leur partenaire « amour » et qui, par excès d’amour, sombrent dans la violence et la folie ? Enfin, il y a Richard III, le roi sanguinaire qui, ironie du sort, est vaincu par le grand-père de la reine Élisabeth… Shakespeare s’adressait à son public, mais il savait que pour parler à tous (y compris à ses descendants), il n’était pas nécessaire d’enjoliver les personnages, mais de refléter leurs sentiments : Othello, Macbeth et Richard III meurent, mais leurs sentiments perdurent à travers les siècles.
Shakespeare inventait ses histoires pour les porter à l’écran, mais ses mots recèlent bien des secrets que le théâtre ne dévoile pas toujours. Les trois contes shakespeariens de Nicola Fano s’attachent à révéler certains de ces secrets, des aspects méconnus des événements imaginés par le grand dramaturge anglais. Plus que la jalousie, par exemple, Shakespeare s’intéressait à l’ineptie politique d’Othello, qui se laissa berner par de mauvais conseillers… Et que dire de Macbeth et de sa femme, le couple le plus « amoureux » du répertoire shakespearien, les seuls à appeler leur partenaire « amour » et qui, par excès d’amour, sombrent dans la violence et la folie ? Enfin, il y a Richard III, le roi sanguinaire qui, ironie du sort, est vaincu par le grand-père de la reine Élisabeth… Shakespeare s’adressait à son public, mais il savait que pour parler à tous (y compris à ses descendants), il n’était pas nécessaire d’enjoliver les personnages, mais de refléter leurs sentiments : Othello, Macbeth et Richard III meurent, mais leurs sentiments perdurent à travers les siècles.
Comment participer :
Les cours sont gratuits, mais l’inscription est obligatoire et un acompte de 5 € est demandé.
Cet acompte vous sera remboursé à la fin des séances. La présence est requise aux trois séances (16, 17 et 18 mars) ainsi qu’à la séance finale du 19 mars. Nous vous recommandons également d’assister à une représentation de Richard III, au Teatro Massimo du 18 au 22 mars. Les participants bénéficieront de tarifs réduits. Pour vous inscrire, veuillez envoyer un courriel à biglietteria@cedacsardegna.it. Pour toute information, veuillez appeler le 345/4894565.
Shakespeare ha inventato le sue storie per rappresentarle in scena, ma nelle pieghe delle sue parole si nascondono molti segreti che non sempre il teatro riesce a mostrare. I tre racconti shakespeariani di Nicola Fano puntano a rivelare qualcuno di questi segreti, qualche aspetto meno noto delle vicende inventate dal grande drammaturgo inglese. Più della gelosia, per esempio, a Shakespeare interessava l’inettitudine politica di Otello che si faceva abbindolare da cattivi consiglieri… E che dire di Macbeth e signora, la coppia più “innamorata” del canone shakespeariano, l’unica che chiami “amore” il proprio compagno e che per troppo amore, appunto, scivola nella violenza e nella pazzia? E, infine, c’è Riccardo III, il re sanguinario che, guarda caso, viene sconfitto dal nonno della Regina Elisabetta…
Shakespeare si rivolgeva al suo pubblico, appunto, ma sapeva che per parlare a tutti (compresi i suoi posteri) non serviva ricamare sui personaggi ma riflettere sui sentimenti: Otello, Macbeth e Riccardo III muoiono, ma i loro sentimenti restano nei secoli.
I tre racconti shakespeariani, dunque, saranno come un pro-memoria narrativo per entrare nel cuore del mondo di Shakespeare e scoprire che quelle vicende, quelle passioni e quegli intrecci non riguardano solo gli inglesi a cavallo tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, ma riguardano anche tutti noi, oggi, cittadini del Terzo Millennio.
Otello, scritto probabilmente nel 1604, è la storia paradigmatica di un femminicidio, in quanto tale tragicamente attuale. Ma è anche un’invettiva sulla cattiva politica e sulla filosofia del male: Iago conduce Otello alla follia per dimostrare il potere della ragione sul Caso. Ma la morte di Desdemona dimostra il contrario!
Macbeth, scritto probabilmente tra il 1605 e il 1606, ancora più di Amleto è la tragedia della modernità, quella in cui le certezze di stampo classico («il bello è buono») vengono travolte dai dubbi di Macbeth presto risolti in crimine proprio dall’incapacità di riflettere sulla vita. E infatti le streghe che aprono il testo cantano «Il brutto è bello, il bello è brutto»: ormai la confusione regna su tutto.
LA PARTECIPAZIONE E’ GRATUITA con prenotazione obbligatoria.
Con invito ad acquistare il biglietto per lo spettacolo Riccardo III in programmazione il 23/03/2026 alle ore 20.30 al Teatro Comunale
Shakespeare invented his stories to represent them on stage, but hidden within his words are many secrets that the theater doesn’t always reveal. Nicola Fano’s three Shakespearean tales aim to reveal some of these secrets, some lesser-known aspects of the events invented by the great English playwright. More than jealousy, for example, Shakespeare was interested in the political ineptitude of Othello, who allowed himself to be duped by bad advisors… And what about Macbeth and his wife, the most “in love” couple in the Shakespearean canon, the only one who calls their partner “love” and who, through too much love, descends into violence and madness? And finally, there is Richard III, the bloodthirsty king who, coincidentally, is defeated by Queen Elizabeth’s grandfather…
Shakespeare was addressing his audience, indeed, but he knew that to speak to everyone (including his descendants), it was not necessary to embellish characters but to reflect on feelings: Othello, Macbeth, and Richard III die, but their feelings endure through the centuries. The three Shakespearean tales, therefore, will serve as a narrative reminder to enter the heart of Shakespeare’s world and discover that those events, those passions, and those plots concern not only the English between the late sixteenth and early seventeenth centuries, but also all of us, citizens of the Third Millennium today. Othello, probably written in 1604, is the paradigmatic story of a femicide, and as such, tragically timely. But it is also a rant against bad politics and the philosophy of evil: Iago drives Othello to madness to demonstrate the power of reason over Chance. But Desdemona’s death proves the opposite!
Macbeth, likely written between 1605 and 1606, is even more of a modern tragedy than Hamlet, one in which classical certainties (“beautiful is good”) are overturned by Macbeth’s doubts, soon resolved into crime precisely by his inability to reflect on life. Indeed, the witches who open the play sing “Beauty is beauty, beauty is ugly”: confusion now reigns supreme.
PARTICIPATION IS FREE with mandatory reservations.
We invite you to purchase a ticket for the show “Riccardo III,” scheduled for March 23, 2026, at 8:30 PM at the Teatro Comunale.
Shakespeare a inventé ses histoires pour les porter à l’écran, mais ses mots recèlent bien des secrets que le théâtre ne dévoile pas toujours. Les trois contes shakespeariens de Nicola Fano s’attachent à révéler certains de ces secrets, des aspects méconnus des événements imaginés par le grand dramaturge anglais. Plus que la jalousie, par exemple, Shakespeare s’intéressait à l’ineptie politique d’Othello, qui se laissa berner par de mauvais conseillers… Et que dire de Macbeth et de sa femme, le couple le plus « amoureux » du répertoire shakespearien, les seuls à appeler leur partenaire « amour » et qui, par excès d’amour, sombrent dans la violence et la folie ? Enfin, il y a Richard III, le roi sanguinaire qui, ironie du sort, est vaincu par le grand-père de la reine Élisabeth…
Shakespeare s’adressait certes à son public, mais il savait que pour parler à tous (y compris à ses descendants), il n’était pas nécessaire d’embellir les personnages, mais de s’attacher aux sentiments : Othello, Macbeth et Richard III meurent, mais leurs sentiments perdurent à travers les siècles. Ces trois récits shakespeariens nous invitent ainsi à pénétrer au cœur de son univers et à découvrir que ces événements, ces passions et ces intrigues concernent non seulement les Anglais de la fin du XVIe et du début du XVIIe siècle, mais aussi chacun d’entre nous, citoyens du troisième millénaire. Othello, probablement écrit en 1604, est l’histoire paradigmatique du féminicide et, à ce titre, d’une actualité tragique. Mais c’est aussi une dénonciation de la mauvaise politique et de la philosophie du mal : Iago pousse Othello à la folie pour démontrer la supériorité de la raison sur le hasard. Mais la mort de Desdémone prouve le contraire !
Macbeth, probablement écrit entre 1605 et 1606, est une tragédie encore plus moderne qu’Hamlet, où les certitudes classiques (« le beau est bon ») sont bouleversées par les doutes de Macbeth, qui le conduisent bientôt au crime précisément à cause de son incapacité à réfléchir sur le sens de la vie. En effet, les sorcières qui ouvrent la pièce chantent « La beauté est beauté, la beauté est laide » : la confusion règne désormais en maître.
L’entrée est gratuite, mais la réservation est obligatoire.
Nous vous invitons à acheter un billet pour le spectacle « Riccardo III », qui aura lieu le 23 mars 2026 à 20h30 au Teatro Comunale.
Fernando ha circa trent’anni quando racconta. Una laurea, disoccupato, vive con i genitori. Fernando è un protagonista postumo, e la storia segue i passi delle sue memorie, gettate in un manoscritto rinvenuto dalla mamma e consegnato all’unico professore che, all’Università, gli donava considerazione. Il padre Vittorio, cassintegrato, e la madre Maria, donna delle pulizie da sfruttare in un albergo. L’ossessione per i latrati dei cani, esasperanti sicari dei vicini. Una ragazza, Sofia, conosciuta sui social: messaggi elettronici nella melanconia irreversibile del luogo in cui vivono. L’irreversibile è il tema principe del romanzo, dichiarato e svolto
intrecciando ambiente ed esistenza individuale. L’ambiente è quello di Carbonia (Sardegna sudoccidentale), città di neofondazione nata come un sogno futurista nelle architetture e nell’illusione di un benessere economico giunto dalle miniere e sostituito poi dalle grandi fabbriche di alluminio, fallite; realtà di ruggine e crepe, di disoccupazione e miseria. In queste pieghe urbane il tempo – o la sua percezione – sembra schiacciato nell’eterno ritorno di una vita che si sente data e per la quale nessuna rivolta s’avverte possibile. È il dramma del ripetersi. E qui sta l’ambizione filosofica del libro: contestare che l’esistenza sia assurda.
L’esistenza non è assurda, ma data. Se è data può essere data in un solo modo, ma se può essere data in un solo modo, quello sarà il miglior modo, necessariamente. Andrea Serra è nato a Iglesias nel 1987. Attualmente vive a Carbonia. Laureato in Scienze Politiche, Dottorato in Storia del Pensiero Politico. Docente a contratto all’Università di Cagliari per l’insegnamento Storia del Pensiero Politico. Fernando o della melanconia dell’irreversibile è il suo romanzo d’esordio.
Fernando is about thirty years old when he tells his story. A university degree, unemployed, he lives with his parents. Fernando is a posthumous protagonist, and the narrative follows the traces of his memories, set down in a manuscript discovered by his mother and handed to the only professor who, at university, ever showed him genuine consideration. His father Vittorio, laid off and living on wage supplementation, and his mother Maria, a cleaning woman exploited in a hotel. An obsession with the barking of dogs, exasperating hired killers of the neighbors. A girl, Sofia, met on social media: electronic messages exchanged in the irreversible melancholy of the place where they live. Irreversibility is the central theme of the novel, openly declared and developed through the intertwining of environment and individual existence. The setting is Carbonia (southwestern Sardinia), a planned city born as a futurist dream in its architecture and in the illusion of economic prosperity promised by the mines, later replaced by large aluminum factories that eventually failed; a reality of rust and cracks, unemployment and poverty. Within these urban folds, time—or the perception of it—seems compressed into the eternal return of a life felt as given, for which no revolt appears possible. It is the drama of repetition. Here lies the philosophical ambition of the book: to challenge the idea that existence is absurd. Existence is not absurd, but given. And if it is given, it can be given in only one way; if it can be given in only one way, that way must necessarily be the best one. Andrea Serra was born in Iglesias in 1987 and currently lives in Carbonia. He holds a degree in Political Science and a PhD in the History of Political Thought. He is a contract lecturer at the University of Cagliari, where he teaches History of Political Thought. Fernando, or the Melancholy of the Irreversible is his debut novel.
Fernando a une trentaine d’années lorsqu’il raconte son histoire. Diplômé de l’université, sans emploi, il vit chez ses parents. Fernando est un protagoniste posthume, et le récit suit les traces de ses souvenirs, consignés dans un manuscrit retrouvé par sa mère et remis au seul professeur qui, à l’université, lui avait témoigné une véritable considération. Son père Vittorio, en chômage technique, et sa mère Maria, femme de ménage exploitée dans un hôtel. L’obsession pour les aboiements des chiens, sicaires exaspérants des voisins. Une jeune fille, Sofia, rencontrée sur les réseaux sociaux : des messages électroniques échangés dans la mélancolie irréversible du lieu où ils vivent. L’irréversible est le thème central du roman, affirmé et développé en entrelaçant l’environnement et l’existence individuelle. Le cadre est celui de Carbonia (sud-ouest de la Sardaigne), ville de fondation née comme un rêve futuriste dans ses architectures et dans l’illusion d’un bien-être économique issu des mines, puis remplacées par de grandes usines d’aluminium aujourd’hui disparues ; une réalité de rouille et de fissures, de chômage et de misère. Dans ces replis urbains, le temps — ou sa perception — semble écrasé dans l’éternel retour d’une vie ressentie comme donnée, pour laquelle aucune révolte ne paraît possible. C’est le drame de la répétition. Et c’est là que réside l’ambition philosophique du livre : contester l’idée que l’existence soit absurde. L’existence n’est pas absurde, elle est donnée. Et si elle est donnée, elle ne peut l’être que d’une seule manière ; si elle ne peut l’être que d’une seule manière, alors cette manière est nécessairement la meilleure. Andrea Serra est né à Iglesias en 1987 et vit actuellement à Carbonia. Diplômé en sciences politiques, il est docteur en histoire de la pensée politique. Il est chargé de cours à l’Université de Cagliari, où il enseigne l’histoire de la pensée politique. Fernando ou de la mélancolie de l’irréversible est son premier roman.
Amedeo è un piccolo bottone di madreperla che, sin dalla nascita, impara a conoscere il mondo dei suoi simili e degli uomini. Appena uscito dalla fabbrica incontra i colori e gli elementi che compongono l’universo circostante, in un primo viaggio che lo porta a essere acquistato dal piccolo Gabriele per sistemare il suo grembiule. Attraverso i passaggi da un proprietario all’altro, Amedeo vive gli stadi della vita in parallelo ai suoi possessori, dalla scuola ai primi amori, fino alla maturità e la vecchiaia. Assetato di conoscenze ed esperienze, cerca di capire quale senso può avere l’esistenza e quale ruolo gli ha assegnato. Un romanzo di formazione e di crescita personale che esplora la natura umana dal punto di vista di un piccolo ospite senza pregiudizi.
Amedeo is a small mother-of-pearl button who, from the moment he is born, learns to discover the world of his kind and that of human beings. As soon as he leaves the factory, he encounters the colors and elements that make up the surrounding universe, on an initial journey that leads him to be purchased by young Gabriele to fasten his school smock. Through successive changes of ownership, Amedeo experiences the stages of life alongside his owners, from school to first loves, through to adulthood and old age. Thirsty for knowledge and experience, he seeks to understand the meaning of existence and the role assigned to him. A coming-of-age and personal growth novel that explores human nature from the perspective of a small, unbiased observer.
Amedeo est un petit bouton de nacre qui, dès sa naissance, apprend à connaître le monde de ses semblables et celui des hommes. À peine sorti de l’usine, il découvre les couleurs et les éléments qui composent l’univers qui l’entoure, lors d’un premier voyage qui le conduit à être acheté par le jeune Gabriele pour fermer son tablier d’école. À travers les passages d’un propriétaire à l’autre, Amedeo traverse les étapes de la vie en parallèle à celles de ses détenteurs, de l’école aux premiers amours, jusqu’à la maturité et la vieillesse. Avide de connaissances et d’expériences, il cherche à comprendre le sens de l’existence et le rôle qui lui a été attribué. Un roman d’apprentissage et de développement personnel qui explore la nature humaine du point de vue d’un petit hôte sans préjugés.